Tassa di soggiorno: sì o no?

Sono già trascorsi diversi mesi dalla prima volta in cui la tanto temuta tassa di soggiorno si è affacciata sulla Riviera Adriatica, e in tutta Italia.

Luoghi Italia, Emilia Romagna, Rimini
Argomenti economia, turismo, strutture turistiche, commercio

02/nov/2011 16.26.54 Cinzia C. - La Reclame S.r.l. Contatta l'autore

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Sono già trascorsi diversi mesi dalla prima volta in cui la tanto temuta tassa di soggiorno si è affacciata sulla Riviera Adriatica, e in tutta Italia.

Questi giorni di Novembre sembrano essere quelli più decisivi per l’Emilia Romagna e per gli hotel della Riviera Adriatica. I sindaci di tutti i comuni si sono già incontrati più volte per confrontarsi  e decidere quale sia la strada migliore da seguire. Ciò a cui si auspica è trovare una soluzione il più possibile omogenea per tutti, così da evitare la concorrenza fra i comuni che sceglieranno di applicare la tassa di soggiorno, rispetto quelli che preferiranno non attivarla.

Ma cos’è davvero la tassa di soggiorno?  In seguito ai pesanti tagli che il Governo ha effettuato sui bilanci di tutti i Comuni italiani, questi ultimi si sono trovati a pensare al modo migliore per ricavare nuove entrate. La proposta che sembra essere la più idonea è stata quella di istituire una tassa di soggiorno, cioè un supplemento che ogni turista pagherà per ogni notte trascorsa in una struttura ricettiva, hotel, residence o campeggio che sia. Si parla comunque di pochi euro al giorno a persona (da 1€ a 5€ in base alla struttura) ma che, nell’insieme, frutteranno abbondanti entrate economiche, circa 8 milioni di euro solo considerando le entrate provenienti dagli hotel di Rimini.

Gli ultimi giorni di Novembre saranno quelli decisivi perché si prenderà una decisione definitiva, sperando di raggiungere una posizione omogenea. Il periodo scelto per la votazione è sicuramente ottimo per i bilanci dei singoli comuni ma pessimo per gli operatori turistici, che si troveranno a preparare i listini prezzi troppo tardi.

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