Un Natale a luci spente

22/dic/2011 15.07.05 Sara Borsari Contatta l'autore

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Aria di crisi, tempo di tagli! La scure si è abbattuta anche sulle illuminazioni che storicamente impreziosiscono le piazze e le strade delle città italiane: dalle metropoli al più piccolo comune, il nostro paese si è sempre contraddistinto per un’atmosfera natalizia calorosa e splendente. Ma il Natale 2011 paga gli effetti della crisi che stiamo attraversando, ridimensionando anche gli investimenti in addobbi e luminarie.

A Roma si parla addirittura di tagli del 20% che hanno preservato il classico abete di Piazza Venezia e poco altro: per il resto solo qualche luce lungo via del Corso e nelle principali strade del centro storico. A Torino si è salvato in extremis l’appuntamento tradizionale con le “Luci d’artista”, ma rispetto agli anni scorsi sono stati alleggeriti gli importi previsti dal bilancio comunale per abbellire il capoluogo piemontese. Discorso simile per Bologna, che ha dovuto rinunciare alle stelle in piazza, e per Milano.

Pisapia, al suo primo anno da sindaco, ha deciso di dare un taglio rispetto al passato; lo scorso anno in piazza Duomo era stato allestito un grande albero sponsorizzato da un noto marchio di gioielli, con ai piedi un gigantesco showroom. Quest’anno la giunta, tramite l’assessore all’arredo urbano, all’ambiente e alla mobilità Pierfrancesco Maran, ha preparato un bando per attirare eventuali sponsor, vietando però l’allestimento di attività commerciali correlate. Nonostante l’invito, il numero di adesione è rimasto ben al di sotto delle aspettative; è stato provvidenziale l’intervento della Fondazione Aem, che ha consentito ai milanesi di avere un bellissimo albero anche per il 2011. All’abete, proveniente da Marilleva 1400, località sciistica tra le più rinomate del Trentino, spetta il compito di riscaldare le vie della città con l’atmosfera natalizia. Intorno a sé non ci sarà l’ambiente tipico dei mercatini di Natale trentini che ogni anno impreziosiscono sia le città di Trento e Rovereto che i centri più piccoli come Levico, Arco o Caldonazzo, ma nonostante la sobrietà generale, l’albero porterà luce alle feste dei milanesi.

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