Pericoli d’alta quota

Le vacanze in montagna, le varie strutture tipiche di questi paesaggi come quelle che vengono fuori dalla ricerca sul web di "rifugi Dolomiti", e le scalate sulle pareti ripide e rocciose possono diventare pericolose, anche letali per chi scala per la prima volta la montagna.

Luoghi Dolomiti
Argomenti medicina

30/mar/2012 17.36.15 Sara Borsari Contatta l'autore

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Le vacanze in montagna, le varie strutture tipiche di questi paesaggi come quelle che vengono fuori dalla ricerca sul web di “rifugi Dolomiti”, e le scalate sulle pareti ripide e rocciose possono diventare pericolose, anche letali per chi scala per la prima volta la montagna. È consigliato informarsi prima di qualsiasi escursione in montagna anche sulle eventuali malattie che si possono incontrare in questa particolare circostanza. Una delle malattie che colpisce alpinisti ed escursionisti è il “mal di montagna” (AMS). Questa malattia sorge nel momento in cui l’escursionista supera certe quote d’altitudine. Normalmente la percentuale dell’ ossigeno nell’aria è intorno al 21% , questa percentuale non cambia con la quota, ciò che varia è invece la pressione dell’atmosfera che diminuisce con l’aumentare dell’altitudine. In cima alla montagna (in genere al di sopra dei 2.500 m) essendoci una bassa pressione atmosferica, di conseguenza anche la presenza dell’ossigeno risulta ridotta.

In questo caso si ha nel corpo dell’escursionista o alpinista uno stato di ipossia che può diventare letale se non si interviene in maniera immediata. Solitamente i sintomi legati al mal di montagna sono cefalea, vertigini, nausea e vomito, anoressia, debolezza fisica, battito cardiaco accelerato, insonnia. I sintomi più pericolosi sono l’edema polmonare (fluidi nei polmoni) e l’ edema cerebrale. Per cui è importante, per prevenire la malattia , imparare a non affaticare troppo il proprio corpo oltre una certa quota, mantenendo un ritmo e una cadenza non troppo elevate. Inoltre è consigliato adattare il proprio corpo a quantità sempre più inferiori di ossigeno in maniere graduale attraverso l’acclimatamento alla quota. Questa è una delle precauzioni più efficaci per prevenire il mal di montagna.

 

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