Valle d'Aosta: alpages ouverts 2012

25/giu/2012 11.38.40 www.lovevda.it Contatta l'autore

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VALLE D’AOSTA: ALPAGES OUVERTS 2012

 

Vi è mai capitato di visitare un vecchio rustico valdostano? Il classico baou, mèizón e paillé (stalla, abitazione e fienile). Magari con quella sensazione di conquista, curiosando tra vecchie mura e travi come se si cercasse chissà quale tesoro; soffitti bassi, porte piccole, finestre anguste. Poi lì in fondo un elemento in legno, un po’ ondulato, con dei fori...ma cos’era? La mangiatoia! Incredibile pensare che quella stanzetta, così piccola e bassa, potesse essere la stalla. Eppure lì vivevano le mucche del nonno, e lì attorno ruotava la vita di un tempo. Oggi le stalle valdostane sono ultra moderne, ampie, dotate di mungitrici, ma resta il fascino di un ambiente che accoglie la mucca, da cui si ottiene il latte per la produzione della Fontina. E la vita di intere famiglie ruota attorno a lei, a quel latte da mungere due volte al giorno, che sia nella stalla piccola piccola o in una grande stalla moderna.

Perché se anche il lavoro dell’allevatore si è evoluto, i ritmi stagionali della mucca restano quelli. D’inverno in stalla, il caldo, il fieno secco, il vapore che esce dalle grosse narici, in primavera all’aperto, scalcianti e incontenibili per l’eccitazione di uscire. Poi si parte per l’alpeggio.

Tutta un’altra cosa. Qui le stalle sono lunghe e basse, siamo in quota, d’inverno c’è tanta neve; i tetti devono reggerne il peso. L’architettura è semplice, ma affascinante; accanto alla stalla la casa del conduttore, spesso spartana. Ma quel che colpisce è il contesto in cui si trova l’alpeggio: prati e prati e prati incorniciati da montagne, poi lì in mezzo come un puntino ecco la baita. Il mondo di quei 100 giorni in quota è tutto lì: pascoli e montagne.

Oggi, gli alpeggi rimessi a nuovo costituiscono un patrimonio aziendale in alta quota che continua a rendere possibile l’attività di allevamento e trasformazione dei prodotti in alta montagna. Qui la mungitura viene svolta a mano o meccanicamente, il latte viene quindi lavorato, sul posto, crudo, senza l’aggiunta di fermenti di sintesi. La microflora batterica che si sviluppa naturalmente, unitamente alla composizione dei foraggi, è responsabile della particolarità dei sapori e degli aromi che contraddistinguono un prodotto di alpeggio, un prodotto che sa dare grandi soddisfazioni enogastronomiche.

Nell’anno 2000, a cura dell’associazione allevatori (AREV), è nata la manifestazione denominata “Alpages Ouverts” - Alpeggi Aperti, con l’obiettivo di introdurre il visitatore in un ambiente (l’alpeggio appunto) attraverso il quale fargli conoscere, in maniera diretta e concreta, il forte legame che esiste tra la conservazione della biodiversità di questo ambiente, spesso difficile, avaro e marginale, il paesaggio, unico per maestosità, il lavoro dell’uomo ed il prodotto finito. Nei mesi di luglio e agosto la rassegna Alpages Ouverts apre le porte degli alpeggi. Il programma delle giornate prevede:

- a partire dalle ore 10,00 e durante tutta la giornata, percorsi tematici guidati da esperti dell’associazione allevatori, inerenti all’allevamento dei bovini e allo sfruttamento del pascolo, ai locali di stabulazione degli animali, mungitura, trasformazione del prodotto e conservazione dello stesso.

- alle ore 13,00 degustazione delle produzioni dell’alpeggio. A seguire animazioni per bambini.

 

Calendario Alpages Ouverts 2012:

 

*    26 Luglio 2012 - Alpeggio Arpeyssau - Bionaz

*    28 Luglio 2012 - Alpeggio La Mandaz - Valtournenche

*    6 Agosto 2012 - Alpeggio Djouan - Valsavarenche

*    11 Agosto 2012 - Alpeggio Arp Vieille - Valgrisenche

*    14 Agosto 2012 - Alpeggio Champlong - Verrayes

*    18 Agosto 2012 - Alpeggio Les Reches - Nus

 

 

Per info: www.lovevda.it



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Antonella Machet
c/o
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Assessorato turismo, sport, commercio e trasporti

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