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04/nov/2014 10.04.51 M-ICT Contatta l'autore

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I dibattiti sul registro elettronico

Sono passati già due anni da quando il registro elettronico è diventato elemento di discussione centrale in relazione al dibattito sull’istruzione italiana, sia pubblica che privata. Sembrava che almeno sulla  bontà del progetto non ci fossero dubbi e che ormai fossero tutti concordi nel ritenere che informatizzare il sistema fosse cosa buona e giusta. E invece non è così. Tra confusione legislativa, caccia ai fondi per digitalizzare l’amministrazione e perplessità in merito all’effettiva urgenza del provvedimento, si sono fatte largo anche osservazioni che coinvolgono l’aspetto relazionale del progetto.

A livello legislativo si continua a ristagnare nella palude del dubbio. Già nel 2012 è stata emanata la Legge n°135, la quale sanciva l’obbligatorietà degli istituti medi e superiori di dotarsi di un registro elettronico. La legge sarebbe diventata operativa in seguito alla pubblicazione, da parte del MIUR, del Piano di Dematerializzazione, il quale avrebbe specificato le linee guida a cui le dirigenze scolastiche avrebbero fatto riferimento, previa approvazione del documento da parte del garante della Privacy. Il piano, previsto a 60 giorni dall’approvazione della legge, non ha mai visto la luce e di fatto, ad oggi, non esiste alcun obbligo in tema di dematerializzazione delle pratiche a carico delle scuole.

Vi sono poi innegabili problematiche di natura tecnica. Tralasciando l’analfabetismo informatico della docenza italiana, ovvia conseguenza di un turn over praticamente bloccato e un’età media degli insegnanti superiore ai 50 anni, le difficoltà più significative riguardano prima di tutto l’effettiva sicurezza del software nella gestione di dati sensibili. Restano tuttora da verificare se il registro digitale sia dotato di adeguate procedure di backup dei dati per la loro conservazione e l’efficienza del sistema di sicurezza applicato.

A livello relazionale il dibattito si fa frastagliato e liquido, tra pareri discordanti, alcuni pretenziosi, altri legittimi. Il tema del rapporto tra famiglie, studenti e docenti è di stringente attualità e la messa a disposizione di uno strumento come il registro elettronico sicuramente porterà a una nuova configurazione del paradigma comunicativo tra le istanze. Fermo restando che sempre di uno strumento si tratta, e in quanto tale, sta alle persone utilizzarlo nella maniera più appropriata.

 

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