MIC Faenza: Bilancio 2006 e prospettive 2007

05/feb/2007 10.20.00 Pierluigi Papi Contatta l'autore

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Dopo la pubblicazione, sull’ultimo numero del Giornale dell’Arte, della classifica del critico Flavio Caroli, che giudica il MIC come il migliore tra i musei italiani, al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza è stato approvato il bilancio preventivo 2007. Un’occasione per fare il punto sulle prospettive e le aspettative della Fondazione del MIC con il presidente Pier Antonio Rivola, a quindici mesi dal suo arrivo al Museo.

 

Recentemente, sul Giornale dell’Arte, il critico Franco Caroli ha assegnato al Museo delle Ceramiche in Faenza la palma di miglior museo italiano. Un giudizio prestigioso per il museo faentino, che giunge quindici mesi dopo l’insediamento alla presidenza di Pier Antonio Rivola.

La soddisfazione maggiore viene dal fatto che la validità della proposta culturale del Museo, confermataci dal giudizio di un critico di assoluto valore come Caroli, sta andando di pari passo con il necessario riequilibrio dei suoi conti - esordisce il Presidente -. Quando ho iniziato a mettere mano al bilancio, al mio arrivo, vi erano seri problemi legati al fatto che la Donazione Fanfani era esaurita, ora invece, grazie anche alla collaborazione dell’Amministrazione Comunale, ci avviamo al pareggio, che dovremmo raggiungere per la fine del 2007. Nonostante queste necessità economiche, nel corso del 2006 abbiamo realizzato tutto quello che era in programma a livello di proposte culturali e di attività scientifico-didattica, senza oneri extra budget per il Museo: riuscendo anzi ad aumentare la nostra rilevanza nella scena nazionale e internazionale, anche grazie ad alcune iniziative di assoluta eccellenza. Basti citare - una per tutte - la mostra sulle ceramiche del Petit Palais”.

A conferma di questa crescita sta il dato sugli aumenti delle presenze: il numero dei visitatori ha superato la significativa soglia dei 30.000 (per la precisione 30.500, contro i 28.200 del ’06), che significa essere nei primi posti a livello italiano tra i musei specialistici. Altri numeri significativi danno la dimensione e l’importanza del Museo: la presenza di 2.500 studiosi ogni anno, una biblioteca che conta oltre 62.000 volumi legati alla ceramica artistica, 8.000 bambini che hanno partecipato ai laboratori didattici del “metodo Munari”.

“Nel corso dell’anno sono stati effettuati anche alcuni interventi strutturali e investimenti per il costo complessivo di circa 200.000 euro - continua Rivola - come ad esempio quelli legati alla video-sorveglianza e al condizionamento in alcune sale: interventi che permetteranno anche al Museo di diversificare l’offerta espositiva, ospitando mostre di altre arti che possano più facilmente attirare il pubblico, come ad esempio la pittura”.

Molto importante, al fine dell’economia del MIC, è anche tutta la rete di relazioni che l’arrivo di Rivola ha intensificato sul territorio locale, regionale e nazionale. Spiega il Presidente: “Entro marzo 2007 è prevista la nuova illuminazione del pannello di Burri all’entrata, inoltre sarà installato nella corte il forno storico di Anselmo Bucci. Si tratta di donazioni private e di interventi gratuiti di artigiani e imprenditori. La collocazione del forno di Bucci, ad esempio, è fatta su disegno di Emidio Galassi e grazie al contributo privato di Piero Morini, industriale faentino. L’illuminazione di Burri, invece, è sponsorizzata da Mediolanum e fattibile grazie a un progetto gratuito di Letizia Mammini, giovane tecnica delle luci. Guzzini fornirà a prezzo di costo le luci, mentre l’elettricista Ciamei le istallerà gratuitamente. Calderoni di Tecnova fornirà gratuitamente tutti i materiali necessari, il signor Serasini eseguirà la tinteggiatura gratuitamente, così come la ditta dei Fratelli Fabbri regalerà il ferro necessario per sostenere l’opera. E, ancora, la vetreria Melandri donerà i vetri per il nuovo ingresso. Insomma, tutti questi faentini sentono il museo come un patrimonio anche loro e spontaneamente contribuiscono a migliorarlo”.

Importante è l’attività di relazione che il MIC mantiene anche con tutte le istituzioni, pubbliche e private, principali interlocutori e partner di qualsiasi realtà culturale. Fondamentale è il rapporto diretto con il Comune di Faenza, che però da solo non si può far carico del MIC. Prosegue Rivola: “La Regione Emilia-Romagna quest’anno metterà a disposizione del Museo due persone tramite l’IBC, che a noi non costano nulla e permetteranno di alleggerire il bilancio. A livello nazionale il discorso è più ampio: lo Stato non può ignorare il Museo delle Ceramiche di Faenza, unico in Italia e nel Mondo; il mio scopo è che entri a fare parte della Fondazione. Il Ministro Rutelli mi ha confermato che verrà a vedere il MIC. Altro invito è stato fatto all’amico Casini, che è il Presidente della Fondazione della Camera dei Deputati, istituzione che finanzia le mostre alla Camera, e quindi sensibile a queste tematiche”. Si sta lavorando per l’adeguamento del contributo del Comune, che era fermo al 1999 (un milione e 150 mila euro) e che quindi non più in linea con l’aumento dei costi (per i 17 dipendenti, per le utenze, per le spese di servizio).

Dalla Legge Finanziaria di quest’anno è poi previsto per il MIC un contributo di 50.000 euro per tre anni, mentre vi sono stanziamenti per 1 milione di euro per i progetti di alta qualità. “Contributi ai quali vorrei attingere per finanziare la mostra su Arturo Martini, un evento importantissimo che potremo realizzare, assieme al Comune di Treviso, a patto che si trovino i finanziamenti adeguati” conclude Rivola.

 

Nel corso del 2006 sono entrati a far parte della Fondazione del MIC sette nuovi e importanti soci: tutte le Casse dei Risparmi romagnole, Sacmi di Imola, Gimo di Faenza e Cometa. “L’allargamento della base sociale è fondamentale per la ripartizione dei costi”, commenta ancora il presidente.

Dal 1 gennaio 2007, inoltre, sono stati assegnati tramite gara d’appalto alcuni dei servizi museali integrati. Ad aggiudicarsi la gara, un’Associazione Temporanea d’Impresa formata da alcune delle più importanti imprese che gestiscono musei e eventi culturali a livello nazionale (come Civita, il gruppo editoriale Allemandi e il Consorzio Beni Culturali Italia). “Grazie a questa operazione potremo avere una serie di servizi ulteriori: le audioguide, 60.000 depliant, un numero verde, le prenotazioni dei biglietti on line, il guardaroba gratuito, il book-shop con vendita on line. Inoltre, e soprattutto, i nuovi partner avranno la possibilità di trovare sponsor per le mostre più importanti ”.

 

 

 

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