Comunicato stampa per comunicati.net

20/feb/2008 16.00.00 Rizomedia Contatta l'autore

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Segnopositivo per il turismo nell’imolese

Nonostantel’inattività dell’autodromo Imola è +10%, Castel San Pietro Terme+6%.

Montanari(Stai): «Risultato ottenuto senza ridurre la qualità, con sacrifici e politichedi prezzi».

 

(Imola,20 febbraio 2008). Nonostante l’inattivitàdell’autodromo, il comparto turistico del circondario imolese ha tenuto,come si evince dai dati ufficiali con il segno più, presentati nei giorniscorsi dalla Provincia di Bologna. I numeri comunicati da via Zamboni parlanochiaro: nel 2007 Imola hatotalizzato 64.761 arrivi e 148.717 presenze (pernottamenti). Nel 2006 gliarrivi erano 64.761 e le presenze 135.074. L’incremento di presenze perla città dell’autodromo è dunque del 10,10%. Bene anche il secondo centrodel circondario, Castel San Pietro.La città termale totalizza infatti  23.484 arrivi e 55.475 presenze. Nel 2006gli arrivi erano 23.465 e le presenze 52.370. L’incremento nelle presenzesul Sillaro è quindi del 5,93%.

Il datocircondariale (relativo ai 10 Comuni che aderiscono al Nuovo Circondarioimolese) è invece fornito dalla Stai, la Società turismo areaimolese: nel 2007 il totale degli arrivi è di 105.750, mentre lepresenze sono 233.412. L’anno precedente gli arrivi erano 104.954 e lepresenze 227.972. L’incremento nelle presenze a livello circondariale si attesta al 2,39%.

Il commento di Gianfranco Montanari, presidente dellaStai:  «I dati ufficiali elaborati dalla Provincia indicano unasostanziale tenuta in termini di arrivi e presenze di tutto il territorioimolese. In particolare è la città di Imola quella che tiene di più nelcircondario, con un salto positivo del 10%. Ritengo questo un datoimportante, considerando la chiusura dell’autodromo».

Merito dell'impegno diquanti operano nel turismo, da chi fa promozione agli operatori alberghieri,fino alle imprese, che recentemente hanno collaborato con la Stai per la realizzazione diun nuovo pacchetto turistico, chiamato «StaiBreak!»,rivolto proprio alle aziende, per i loro clienti e i loro tecnici insoggiorno di formazione.

«Un anno senza autodromo- rileva Montanari - ha determinato nei fatturati delle nostrestrutture un calo dell'ordine del 18-20%, nonostante la buona performancein termini di numero di ospiti. Questo conferma come gli operatori sisiano impegnati cercando accordi con i tour operator e attraendo leaziende in occasione degli eventi fieristici bolognesi. Una politica deiprezzi al ribasso, attuata però senza ridurre la qualità otagliando drasticamente il personale. La perdita di un turismo dallebuone possibilità economiche, come quello relativo all’autodromo,che è assimilabile al turismo business fieristico, ci ha indottia rivolgerci a turismidiversi, con facoltà di spesa molto minori». 

Denti stretti per un annoe poi? «Già il secondo anno sarà più dura - ammette Montanari -. Abbiamofiducia nelle potenzialità dell'autodromo e del territorio. Valutiamopositivamente che i lavori di ristrutturazione dell’impianto sianostati veloci, cosa non consueta per un'opera pubblica, ma ci rendiamoanche conto che per rimetterlo in moto e ricreare il perduto effettovolano occorrerà ancora tempo. Resistere sarà sempre più impegnativo, perquesto auspichiamo che si faccia più in fretta possibile e, come Stai, stiamoiniziando la nostra collaborazione con la Norman 95».

 

 

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