da Colletta di Castelbianco

12/lug/2002 20.09.25 Utente Non Registrato Contatta l'autore

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COLLETTA DI CASTELBIANCO: UN 1° WEEK-END DI LUGLIO.......

Siamo in prossimità di un week-end che vede fondersi l'arte della
eno-gastronomia d'Italia con le arti figurative internazionali.
Una fusione di Gusti, uno spaccato multietnico culturale:
Venerdi 5 Luglio dalle ore 20.30 è Slow Food Condotte di Savona e del
Ponente Ligure presentano un'altra serata della rassegna " DiVino è il
Venerdi" alla Locanda delle Antiche Pietre. Un menù dove portate e vini del
Piemonte e della Valtellina si incontrano con i vini delle rispettive
regioni: Bresaola con gorgonzola, frittatina rognosa piemontese,insalata di
cicorino con caséra, pizzoccheri valtellinesi, agnello alle erbe
alpine,blanc manger all'uso di Ivrea. I Vini in degutazione saranno delle
Cantine Cà Bianca (AT) e Nino Negri. Garantita la presenza dell'enologo
Galeazzo e dei responsabili delle cantine per raccontare e commentare le
particolarità e le curiosità del tema. www.giv.it
La Quota di partecipazione alla cena è di euro 37.00, per i soci slow 35.00,
cena + pernottamento per due per 170,00, per i soci slow euro 160.00.

Si prosegue Sabato 6 Luglio 2002 alle ore 18.00 nel percorso de "La Via
dell'Arte" a cura dell'Associazione Paraxo con il Patrocinio e il
contributo del Comune di Alassio, di Albenga, di Albissola Marina, di
Albisola Superiore, di Andora, di Castelbianco, di Ceriale, di Rialto, di
Millesimo, di Urbe, della Provincia di Savona su delega della Regione
Liguria, dell’ APT ­ Riviera delle Palme, della Comunità Montana Ingauna,
del Giovo, del Pollupice, dell’Alta Val Bormida, della Fondazione “A. De
Mari” Cassa di Risparmio di Savona, delle ditte Noberasco Albenga, Colletta
di Castelbianco-Locanda delle Antiche Pietre, di Drago serramenti, di Altea,
di La Genovese Albenga, di BBS Grafica Trieste.
Un itinerario di installazioni d’arte contemporanea di Artisti
rappresentanti generi e scuole diverse senza alcuna discriminante
ideologica, formale o tecnica. “La via dell’arte” é sistema aperto di
occasioni e di incontri, come pure evento performance, interazione a tutto
campo tra artisti e pubblico, tra contesto storico ambientale ed azione
degli artisti che trasformano la loro presenza in accadimento artistico.

Il Percorso comincia alle ore 18,00 di sabato dalla Cappella di S.
Annunziata, Frazione di Vesallo, dove si trova l’installazione di Roberto De
Luca (Svizzera-Italia).
L’oggetto di Roberto De Luca salvagente oltre che nel circuito del senso
comune si muove nell’ intrico delle corrispondenze e delle analogie e si
estende come simbolo, come metafora che evoca il “tutto”. L’ARTE SALVA
GENTE. La mite follia dell’arte può salvare il mondo perché solo nell’arte c
’é la possibilità di incontro dialogo, convivenza delle culture.

Proseguendo in auto o a piedi si raggiunge la Frazione di Veravo, dove sono
previste due tappe: la prima, alla Cappella di San Francesco dove troviamo
Fukushi Ito (Giappone ­ Italia).
Uno dei medium più importanti dell’artista giapponese é la luce, intesa sia
come fattore attivo, che definisce, sia come fattore passivo, che vela, le
forme, a seconda del mondo in cui é trattata la quantità di luce proiettata
su di esse.
Le sue opere hanno il carattere transitorio di qualcosa che colma la
frattura tra Oriente ed Occidente di qualcosa che fugge via ma che offre un’
apertura verso qualcosa di più.

La seconda, l’ Oratorio, dove oltre alla mostra già in corso, inaugurata il
25 maggio, si trovano l’ installazione sonora di Fabio Piazzai e
installazione performance di Mauro Alpi, Gianni Bacino, Veronique
Champollion e Jean Claude Lemalin, Giorgio Laveri, Patrick Moya, con i
contributi poetici di Aïcha Chibane e Gabriella De Gregori.

Riprendendo l'auto o la passeggiata, si arriva poi nella Frazione di Oresine
alla Cappella di Sant’Antonio, dove troviamo “la stanza dei bottoni” di
Margherita Levo Rosenberg, ovvero il sito del Potere, che presenta al
fruitore una metafora aperta in cui bottone per bottone da’ corpo ad
oggetti-forma che non nascondono l’ambiguità del loro essere qui e ora. Dice
bene l’Artista quando commenta che la “scelta di immagini radiografiche
umane nella costruzione dei bottoni sta ad indicare che, dietro e dentro
ogni bottone ci siamo noi, gli esseri umani, talvolta artefici e talvolta
succubi di ciò che avviene premendo un bottone”.

Ultima tappa é la Cappella di Santa Lucia nella Frazione di Colletta, dove
interviene Carlo Bernardini (Roma), che attraverso fili di luce, fibre
ottiche, costruisce sia uno spazio virtuale che nasce nell’ambiente e
sviluppa al suo interno, sia una condizione visionaria dello spettatore
coinvolto, che oscilla con lo sguardo nel vuoto, sospeso tra i reticoli di
luce l’oscurità, alla ricerca di continui punti di appoggio.
Sempre a Colletta c’é pure l’intervento di Alberto Allegri (Parma), lungo il
percorso attraverso 10 comuni della Provincia di Savona viene scrivendo le
parole “via dell’arte” lettera per lettera. Allegri scultore della parola o
meglio della lettera, del fonema sparge nella natura i segni del comunicare
che diventano pietre miliari, segnali, invocazioni a riflettere allo
scoprire il senso nascosto delle realtà.
Alle ore 20.00 circa a Colletta nella Piazzetta centrale buffet di inagurale
a cura del Telecaffè.
ORARI venerdi e sabato dalle 20.30 - alle 22.30domenica dalle 10 alle 12e su
appuntamento: Centro Culturale Paraxo 0182 641163 oppure Locanda delle
Antiche Pietre 0182 778206Ingresso libero
ESPONGONO Cappella dell’Annunziata: R. DE LUCA,
Cappella di San Francesco: F. ITO ,
Cappella di Sant’Antonio: M. LEVO ROSEMBERG
Oratorio di Veravo: M. ALPI, G. BACINO, V. CHAMPOLLION E J. C. LEMALIN, G.
LAVERI, P. MOYA, A. CHIBANE E G. DE GREGORI; F. PIAZZAI
Mostra Collettiva: A. BAGNASCO, M. BURGES, L. COSER, J. HAKE, M. HEINRICHS
NEMETH, R. KRIESTER, S. LOEW, M. MARCHIANO, A. PERSICHINI, M. PICCARDO, C.
PICCINELLI, L. ROSA, A. TRAINA.
Cappella di Santa Lucia ­ Colletta: C. BERNARDINI, A. ALLEGRI;
PERIODO 6 luglio - 25 agosto

Chiude la settimana Domenica 7 Luglio 2002 ore 18.00 l'inaugurazione della
mostra di Graziosa Bertagnini e Carla Rossi dal titolo " Fuori Serie" con
presentazione di Silvio Riolfo Marenco A seguire il buffet a Colletta di
Castelbianco. Periodo dal 7 Luglio al 30 Agosto 2002.

Inutile suggerirvi che dopo una giornata al mare in relax una fuga così
nell'entroterra della Valle Pennavaire non ha eguali.
Arrivederci a presto
Vincenzo Ricotta
tel. 0182778206-335381121 fax 0182778368
ristocolletta@colletta.it www.colletta.it

Ultime dal nostro amico Roland:
camporella elettorale...una storia vera?

Una giovane militante raccoglieva firme per la causa comune. Nella
fattispecie
raccoglieva firme per impedire la costruzione della nuova casa comunale
con il conseguente esborso di denaro pubblico. Il suo pubblico più o meno
danaroso si fermava ad ammirare la sua vistosa scollatura ed apporre la
firma in calce alla petizione. Un muratore particolarmente zelante - contro
ogni suo interesse professionale - la appose in calcestruzzo.
Sebbene la causa fosse nobile non si registrava la mobilitazione generale
che ci si sarebbe attesi. Si registrò piuttosto, assieme a temperature quasi
tropicali, una limitata adesione popolare a dispetto del clima afoso che
rendeva appiccicaticci e collosi i frequentatori del centro.
In politica il fine giustifica i mezzi - e forse anche gli interi - e quella
che si stava consumando era una vera e propria caccia all'ultima firma,
una guerra all'ennesimo spreco di denaro dei contribuenti. Ma la guerra
si risolse in un conflitto di disinteresse dettato dal più becero
menefreghismo
generale.

Disinteressato del mondo circostante, camminavo per il centro facendo i
miei interessi - che da poco avevo imparato a calcolare a seguito dell'esame
non brillante di finanza. Rimuginando, quindi, di montante e valore attuale,
dei vantaggi di una capitalizzazione semestrale rispetto ad una annuale,
mi cadde l'occhio, inevitabilmente, sul decoltè generoso e strabordante
della ragazza delle firme. Incollato lo sguardo su quella scollatura,
ignorai
l'appartenenza politica della signorina e consegnandole il documento per
la convalida apposi la mia firma per riservarmi il diritto di apporre più
tardi la mia X.
Riconsegnandomi la carta d'identità la volenterosa raccoglitrice di firme
notò, dalla foto che mi ritraeva attraente diciottenne, come il tempo non
avesse lasciato traccia dell'età, ma anzi mi avesse reso più che mai
affascinante
e intrigante.
- Devo riconoscere dal suo documento che il tempo non l'ha davvero
cambiata!
- disse lei.
- Forse per questo è un documento di riconoscimento! - dissi io ironico
e sornione.
Ed aggiunsi:- Che ne dice di una cenetta a due stasera? Passo a prenderla
alle nove. Così potrà spiegarmi a favore di quale nobile fine ho posto la
mia firma.
- Ad una condizione: - fece lei imperiosa - che mi dia del tu!
- Una licenza un po' eccessiva per un primo appuntamento,
non crede? Me la darebbe?
- Ma dai, dammi del tu e non pensiamoci più !
- E sta licenza? Allora me la dai o no?
- Ma sì, che ci frega, quasi non ti conosco, ma mi sento di dartela! Ma
ti prego dammelo anche tu! Cioè: dammi del tu!
- Io ti darò di più! - le dissi io andandomene e parafrasando un antico
successo, credo, di Orietta Berti ( la profetessa del fin che la barca va
lasciala andare!)

La sera alle nove ero, bello come il sole che ormai era tramontato, in via
Passerat. Paserat: l'indirizzo - che la ragazza doveva avermi infilato in
tasca senza che me ne accorgessi- mi diede il presagio di una proficua
serata.
Jean Passerat fu, infatti, un umanista francese autore di poemi in francese
ed in latino che insegno al Collège Royal dal1572. Poi morì come tutti i
suoi contemporanei.
Lei mi attendeva davanti alle vetrine dell'Errelunga sotto la foto di due
enormi meloni. Nella mia testa cominciai a pensare che la cosa non fosse
casuale, tuttavia non vi era evidenza di premeditazione alcuna, in fondo
il melone è il frutto di stagione. D'autunno tirano di più le pere. Mi
riservai
di verificare ad ottobre.

- Buona sera - le dissi aprendole la portiera della mia Polo VW del '92.
- Aia! - disse lei picchiando la testa sedendosi, - Sono presbite.
- Piacere, io mi chiamo Roberto. - feci io glissando sulla sua maldestra
bogiata.- Perdona se non sono venuto a prenderti in Porche, ma non mi sembri
la ragazza che guarda alla macchina di un uomo. - Più che altro nemmeno
la vedeva!
- Piacere, il mio nome è Eletta.
- Hai la politica nel sangue! - commentai.

In breve fummo al ristorante. Poco fuori Bellagio. Un localino tranquillo
in cui avrei dovuto mangiare già a Pasquetta se non fosse stato per un amico
ingegnere gestionale con poco senso dell'organizzazione.
- Carino qui. - dice Eletta.
- Sì, molto. È un posto tranquillo.
- Conosci la zona?
- Non per vantarmi, ma da giovane qui intorno ho messo la X in ogni paese!
- Elezioni amministrative o politiche?
- Lascia perdere! - Aveva un chiodo fisso.
Ed io avevo il mio, anzi i miei due chiodi fissi: quelli che un improvvisa
folata di vento fece comparire sul petto proropente di lei. Ci si sarebbero
potuti appendere due bei quadretti!
- Ti piacciono i quadri?
- Sì, perché!
- Io dipingo. - inventai: in amore e in guerra?
- Ma dai?! Che coincidenza. Anch'io il maggio scorso ho dipinto i cartelloni
elettorali per il mio partito. Che vittoria schiacciante quella!
Non potei fare altro che restare sull'argomento:- E tu eri candidata?
- Già, ma l'ennesima campagna diffamatoria a mezzo della stampa
cattocomunista
mi ha screditato. Così mi hanno trombata!
- Beh, chi non lo farebbe?! - pensai distrattamente ad alta voce.
- Come?
- Niente?cosa prendi? Qui la specialità è il pesce di lago.
- Ah?va bene! Allora prenderò del branzino.
- Il branzino non sta nel lago. - cercai di spiegarle.
- Salmone?
- Non nel lago di Como!
- Scusa, ma sono ancora sconcertata per certi teoremi accusatori
architettati
da una certa parte della magistratura.

- I signori desiderano? - chiese il cameriere di colore gentilmente.
- Lei ce l'ha il permesso di soggiorno? - Chiese Eletta nel mio più completo
imbarazzo.
- È in cucina. - rispose prontamente il giovane senegalese.
- Non faccia dell'ironia o la rimando al suo paese! - fece lei.
- Io sono di Caslino d'Erba da tre generazioni. - Finì andandosene il
giovane
stizzito.

L'intera sala ci fissava. Io non sapevo più che pesci pigliare. Lei
senz'altro
avrebbe voluto una triglia, giusto perché nemmeno quella sta nel lago.
- Tu sei malata!
- Sì, sono presbite, ma nulla che dei buoni occhiali non possano correggere.
- Mi spiazzò lei.
- No no, tu sei malata di politica.
- Ma va, cosa dici!
- Non riesci a pensare ad altro che a quello! - insistetti io.
- Tu mi stai accusando senza prove! - si difese lei con forza - Ora che
ti guardo bene, tu sei Ruotolo. Quello di Sciuscià?Siamo in collegamento
con Santoro, vero?
Santoro, non hai le prove! - Ormai era il delirio.
- Sto solo dicendo le cose come stanno.
- Tu cosa voti?
- Lega. - dissi.
- Io non parlo col rappresentante di un partito che non arriva al 4%!

La serata degenerò. La riaccompagnai a casa, non ci fu né spoglio, né
ballottaggio!
Compresi, tuttavia, quanto è dura fare la politica. Ancor più dura è farsi
la politica militante!

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