Capitol Reef National Park (Utah)

Oltre 100.000 ettari con torrioni e paesaggi erosi dal tempo, a nord-est di Bryce Canyon sulla strada panoramica 12 che passa per Escalante e Boulder: Capitol Reef National Park è uno dei cinque tesori dei Parchi Nazionali dello Utah, nel versante meridionale dello stato.

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11/giu/2009 15.14.42 Thema Nuovi Mondi Contatta l'autore

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Utah National Parks

 

 

 

 

 

 

Capitol Reef National Park: bacini naturali d’acqua, dieci hiking trail, l’antica comunità pionieristica mormone e…torte di frutta fresca!

 

Oltre 100.000 ettari con torrioni e paesaggi erosi dal tempo, a nord-est di Bryce Canyon sulla strada panoramica 12 che passa per Escalante e Boulder: Capitol Reef National Park è uno dei cinque tesori dei Parchi Nazionali dello Utah, nel versante meridionale dello stato. Il Parco è aperto tutto l’anno ed offre una paesaggistica aspra, costellata di dirupi e canyon colorati, che i nativi Paiute chiamavano “The Land of the Sleeping Rainbow”, la terra dell’arcobaleno che dorme. Furono poi i pionieri a definire l’area assegnandole il nome proprio ed adatto sia alle formazioni di arenaria bianca – Navajo Sandstone – ovvero i “dome” immaginati come il Capitol di Washington D.C. -, sia alle scogliere quasi invalicabili - i reef - vaste quanto l’enorme barriera oceanica. La Gifford Farmhouse è un capitolo dell’epopea dei Mormoni, uno dei temi storici ed umani del Parco. L’avventura umana s‘intreccia con la presenza dei bacini naturali – i pocket – del Waterpocket Fold, capaci di raccogliere migliaia di galloni d’acqua piovana o di neve sciolta, vera caratteristica di questo Parco, perfetta per camminate ed esplorazioni. Queste pozze naturali unitamente all’acqua del Fremont River e del Sulphur Creek influirono profondamente sulla vita dell’uomo, della fauna e flora dell’attuale Parco. Attirarono già i nativi - Fremont Indian Culture oltre 700 anni d.c.-, che perseverarono per seicento anni cacciando e praticando agricoltura anche con la raccolta di bacche selvatiche. Poi anche i nativi abbandonarono questa zona, lasciando scritte enigmatiche sulle rocce, i petroglifici – intagli nella roccia – e pittografici – pitture sulla roccia – ben visibili in tutto il parco. Prima che Capitol Reef potesse registrare altre forme di vita umana passarono centinaia d’anni, fino al 1880 quando i Mormoni stabilirono una comunità, che possiamo situare ove si trova oggi il Visitor Center ed il campeggio. I Mormoni usarono l’acqua del Fremont River per irrigare, creare frutteti e coltivazioni, ed allevare mandrie di bestiame. Qui vissero circa cent’anni, oltre la data della proclamazione di Capitol Reef a Monumento Nazionale nel 1937 grazie al presidente Franklin Roosevelt, tanto che l’ultimo pioniere lasciò questa terra nel 1969. Il Congress designò Capitol Reef Parco Nazionale nel 1971. Fruita fu uno degli avamposti del Mormoni agli inizi del 1880 ed ospitava una decina di famiglie. Fruita Historic District si trova nel bel mezzo del Parco, con più caldo che in altre zone tale da consentire di piantare alberi da frutta, ciliegie, albicocche, pesche, pere e mele. Si contano almeno 2700 alberi gestiti dal National Park Service, di cui molti centenari. Ad Aprile la fioritura degli alberi da frutta esplode fino a Maggio, poi segue la stagione della raccolta da Luglio fino ad Ottobre.E’ una bella valle protetta ed i visitatori hanno il permesso di raccogliere gratuitamente la frutta fresca in stagione. Parlando di comunità ecco la Gifford Homestead. Originalmente costruita nel 1908 da Calvin Pendleton, poi venduta un paio di volte, usata dalla famiglia Gifford fino al 1969, e successivamente venduta al National Park Service. La Gifford Homestead ha due scopi: ospitare un piccolo museo d’epoca con la sua mobilia originale e la cucina (aggiunta nel 1946), nonché servire quale bottega che vende….torte di frutta! In vendita anche marmellate, gelatine, prodotti di forno, gelati, frutta in scatola, verdura, caffè e manufatti artigianali di artigiani locali.

Il Parco Nazionale di Capitol Reef propone ben dieci diverse passeggiate, i trail, alcune in prossimità del visitor center, altre più remote. Ideali sia la primavera sia l’autunno grazie alla temperature miti, mentre a Giugno e Luglio gli insetti possono verificarsi antipatici; da Luglio a Settembre puntate l’occhio al cielo per catturare le stelle cadenti. Tutti i trail si prestano a camminatori con buone condizioni fisiche, anche se non esperti. Si va dai trenta minuti con viste panoramiche sui “dome” e sui dirupi sul Sunset Point Trail, oppure alle 3 o 4 ore di camminata del Rim Overlook Trail, energico sentiero che termina sulla cima di una roccia a trenta metri d’altezza, con vista spettacolare; da qui si prosegue lungo il Navajo Knobs Trail per almeno due miglia, al raggiungimento di altre panoramiche mozzafiato.

Segni di vita ovunque: piante e fiori che rubano acqua dai fiumi e dai ruscelli oppure dalle piante native; pini, yucca, salici, solo per citare alcune specie. Animali notturni quali volpe e coyote, oppure cervi, scoiattoli sono di facile avvistamento in diurna, mentre esistente, ma raro, il coguaro.

E se tutta questa meraviglia non dovesse bastare Entrada Institute a Torrey provvede a fornirvi il tocco artistico per creare da voi opere ispirate dai colori della natura. E’ un centro non profit educativo per aprire le menti al patrimonio naturalistico, storico, culturale e scientifico del Colorado Plateau.

Info: www.parchinazionalidelloutah.com

 

By Thema Nuovi Mondi                                                                                                                                                                                  11/06/2009

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