Ponte dell’Immacolata a Verona

Battezzata "la città dell'amore", viene visitata ogni anno da migliaia di turisti che vi si recano speranzosi di respirare l'anelito della passione che unì Romeo e Giulietta.

01/dic/2009 12.42.40 girogustando Contatta l'autore

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Ponte dell’Immacolata in una romantica città d’arte?

Allora la meta ideale è senz’altro Verona, assurta a simbolo indiscusso degli innamorati di tutto il mondo, la splendida cittadina scaligera offre diversi motivi validi per essere visitata e ammirata.

“Non c'è mondo per me aldilà delle mura di Verona: c'è solo purgatorio, c'è tortura, lo stesso inferno; bandito da qui, è come fossi bandito dal mondo, e l'esilio dal mondo vuol dir morte…”

Queste parole di Romeo ci parlano della passione bruciante per Giulietta, ma lasciano intuire la grandezza di Verona ed il suo ruolo nevralgico in quell’epoca. Il suo splendore e la sua fama erano tali  che William Shakespeare, pur non avendola mai visitata, vi ambientò la sua opera magna.

Grazie al drammaturgo inglese Verona è una delle città italiane più note al mondo. Battezzata “la città dell’amore”, viene visitata ogni anno da migliaia di turisti che vi si recano speranzosi di respirare l’anelito della passione che unì Romeo e Giulietta. Un viavai senza sosta anima la Casa di Giulietta in via Cappello. Secondo le ricostruzioni degli storici, questa sarebbe realmente la casa della giovane Capuleti, ma il celebre balcone, teatro della scena più bella, fu aggiunto intorno ai primi del ‘900 ad opera dell’Amministrazione Comunale per alimentare il mito dei due innamorati.

La tragedia di Giulietta e Romeo ha trovato a Verona riscontri, mescolando leggenda e realtà, tanto che sono stati riconosciuti vari luoghi in cui si sarebbe svolta la vicenda narrata da Shakespeare. Sono esistiti, infatti, i Montecchi e i Capuleti. Questi ultimi hanno abitato nell' attuale casa di Giulietta, dove la loro presenza è testimoniata dallo stemma del cappello sulla chiave di volta dell'arco di entrata al cortile della casa. Oggi la casa è meta di tantissimi innamorati da ogni parte del mondo. Altra ambientazione legata alla tragedia è la casa di Romeo. Di tutte le case veronesi è questa la più grandiosa e la meglio conservata. L'imponente costruzione è disposta su tre lati intorno ad un ampio cortile chiuso da un alto muro merlato nel quale si apre il portone d'ingresso. A sinistra dell'ingresso si trova lo scalone di accesso ai piani superiori, dove, in mezzo al rosso dei mattoni duecenteschi, si alternano le finestre romaniche con le gotiche e le rinascimentali, sormontate in alto da alcuni tratti di una bellissima merlatura originale. Pur non essendoci testimonianze attendibili che leghino questa abitazione ai Montecchi, il visitatore non fa fatica ad immaginare i personaggi del dramma entro queste bellissime mura medievali.

Tappa obbligata anche la splendida Arena, l’anfiteatro romano è, infatti, il monumento veronese più conosciuto. Oggi l’Arena è incastonata nel centro storico a fare da quinta a Piazza Bra’, ma un tempo, quando i Romani lo costruirono, il monumento fu collocato ai margini dell'urbe, fuori della cerchia delle mura. L’Arena riassume in sé quasi venti secoli di storia locale ed è diventata nel tempo il simbolo stesso della città. 

E per finire in bellezza, una puntatine a piazza dei Signori, il salotto buono della città. Circondata da edifici e da monumenti di grande importanza architettonica (Palazzo del Comune, Loggia del Consiglio, Palazzo del Governo), la piazza mostra orgogliosa splendidi archi e una statua di Dante eretta nel 1865 per celebrare il sesto centenario della nascita del poeta.

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