Moena, esempio di tradizione ladina

Il Trentino è da sempre una regione che ci offre scorci di panorama grandiosi uniti a un importante cultura del territorio, e Moena, città ladina non fa eccezione.

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24/giu/2011 18.18.33 Sara Borsari Contatta l'autore

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Il Trentino è da sempre una regione che ci offre scorci di panorama grandiosi uniti a un importante cultura del territorio, e Moena, città ladina non fa eccezione. Il più popoloso paese della Val di Fassa è infatti sito al centro di una conca tra le Dolomiti: una caratteristica questa che lo rende uno degli esempi più belli di natura presenti nella regione ed uno dei luoghi più belli nei quali passare un periodo di completo relax e riscoprire un rinnovato rapporto con la natura.

Si tratta di una località che basta la sua sopravvivenza sul turismo. Un passaggio reso possibile soprattutto grazie alla bellezza dalla magnificenza non solo del territorio ma anche dei suoi impianti sciistici, all’avanguardia e caratterizzati da una forte confluenza di clientela in ogni momento utile della stagione invernale. Per ciò che riguarda il suo folclore, è il maiale a farla da padrona. La tradizione di allevamento di questo animale del quale “non si butta via nulla” è valso ai cittadini moenesi il soprannome di “porciè”, letteralmente “porcello”.

Non per questo i cittadini del luogo sembrano prendersela. È infatti tradizione della zona della Val di Fassa e della Val di Fiemme di dare un soprannome specifico a tutti gli abitanti dei vari paesi. La tradizione ladina a Moena è molto forte, e mantenuta in auge dall’istituto culturale ladino che si occupa di preservarla non solo nel piccolo comune di quali stiamo parlando, ma anche in tutta la Val di Fassa.

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