I veneziani, una volta, le preferivano bionde

I veneziani, una volta, le preferivano bionde.

Persone Marylin Monroe, Gesù, Botticelli, Tiziano
Luoghi Italia, Genova, Venezia, antica Roma
Organizzazioni Prima Posizione Srl
Argomenti alimenti, industria alimentare

04/lug/2011 14.46.45 Alba - Prima posizione Srl Contatta l'autore

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I canoni di bellezza, si sa, cambiano. Le adorate curve femminili di Marylin Monroe sono state sostituite per la magrezza androgina di Agyness Deyn e le voluminose permanenti degli anni 80 sono oggi un ricordo lontano (e spesso imbarazzante) per donne e ragazze con capelli lisci e dritti come muri.

Nello stesso modo, anche in Italia è cambiata attraverso i secoli la percezione dell’ideale di bellezza: mentre oggi l’italiana più desiderata è quella mora e abbronzata, ai marcati tratti latini, una volta le donne si sforzavano per conservare la loro pelle bianca come la facciata della Salute e i loro capelli biondi come il sole, da esibire nei banchetti e vari eventi dell’alta società veneziana.

Già nell’antica Roma le donne si schiarivano i capelli con un sapone composto da grasso animale e cenere di betulla, oppure di fiori di camomilla e tuorli d‘uovo.

Nel Rinascimento infatti erano in voga i capelli biondi, come testimoniano le pitture di artisti come Botticelli e Tiziano, dove pelle bianca immacolata e capelli di oro erano attributi indispensabili per ogni dea (particolarmente Venere), patrona e giovane popolana veneziana.

Proprio per schiarire i loro capelli utilizzavano le veneziane le ormai conosciute altane. Queste terrazze che oggi incuriosiscono i turisti che soggiornano negli hotel a venezia erano nei tempi della repubblica dei veri e propri solarium. A questo fine, usavano un capello chiamato solana, con un buco centrale da cui fuoriuscivano i capelli bagnati con una tintura schiarente chiamata acqua di gioventù. Di ricette per questa miscela se ne possono trovare infinite varianti ma gli ingredienti comuni che presumibilmente contenevano queste tinture erano fiori di lupino, olio di miele, tuorli d’uovo, salnitro, zafferano, paglia di orzo e scorza di liquirizia. Essa si applicava due volte per un effetto a riflessi allo stile degli attuali colpi di sole, e doveva scaldarsi a fuoco e lasciare asciugare al sole per ottenere i migliori risultati.

Di altane a questo fine estetico ce n’erano dappertutto, anche in altre città italiane come Genova. Oggi, molte sono state smantellate per essere considerate pericolose, e quelle che sono rimaste (si calcola che ce ne siano ancora centinaia), molte volutamente nascoste per preservare la privacy, sono oggi il posto preferito per chi soggiorni a venezia a capodanno e per guardare gli spettacolari fuochi d’artificio del Redentore.

Oggi, sia in un appartamento che in un albergo a Venezia si possono ancora trovare altane operative, dove si stendono ad asciugare panni e vestiti o, più spesso, ci si ritrova a consumare dei pasti in compagnia o a leggere un libro. Certo, ci sono cose che non cambieranno mai, ed è abituale vedere le veneziane dimenticare le strette umide e oscure strade della città nel loro piccolo angolo di paradiso ad approfittare i raggi del sole.


Articolo a cura di Alba Lorente
Prima Posizione Srl –promozione turismo

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