In hotel a Bologna tra squisitezze culinarie

22/ago/2011 15.20.21 Massimo Gregori Contatta l'autore

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Quando gli impegni di lavoro ci portano nella ricca e fertile Emilia-Romagna, quasi quasi dobbiamo preparare anzitutto il palato. Quasi quasi, per esempio, non converrebbe cercare una formula di pensione completa per gli hotel a Bologna.

In questo modo si avrebbe la possibilità di spaziare un po’ qui e un po’ là e di sperimentare nuovi piatti, nuove ricette, nuove cucine, e per tutti i casi la stessa somma soddisfazione.

In particolare, i bolognesi da molti anni sono abituati a trovarsi in piazza Re Enzo, dove prima sorgeva la cosiddetta “Torinese”. Ora il locale si chiama Al Voltone ed è un ristorante davvero tipico dove si ascolta anche dell’ottima musica di sottofondo, senza mai disturbare.

Sopra al Voltone lo chef tutto il giorno prepara con le proprie mani tortellini, crescentine, tortelloni ed altre squisitezze di ogni genere.

L’Emilia vanta una tradizione culinaria, fin dai tempi del grande Pellegrino Artusi di Forlimpopoli, davvero significativa e per ogni piatto in genere ci sono anche miti e leggende. Per esempio si dice che le mitiche tagliatelle (da condirsi rigorosamente con l’altrettanto conosciuto ragù) siano state inventate ben prima del 1500, addirittura: pare sia stato il modo di omaggiare i bei capelli di Lucrezia Borgia che passava per Bologna andandosi a sposare con Alfonso I d'Este Duca di Ferrara.

Il Ristorante Al Voltone di Bologna, inoltre, cerca sempre di usare prodotti a chilometro zero, per non dimenticare l’importanza del legame con il proprio territorio e per provare ad aprire, meritoriamente, una consuetudine ecosostenibile nel panorama della ristorazione felsinea.

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