L'alfabetizzazione tecnologica è l'obiettivo del Museum of Science di Boston

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02/feb/2006 04.20.21 Ufficio del Turismo Boston & Massachusetts Contatta l'autore

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L’alfabetizzazione tecnologica: una nuova sfida per il Museum of Science di Boston

 

Fondato nel lontano 1830 da un gruppo di appassionati di storia naturale, il Museum of Science - MOS - di Boston è attualmente uno dei musei tecnologici più all’avanguardia del mondo. Favorito dalla vicinanza e dalla collaborazione con alcune delle istituzioni universitarie più prestigiose degli Stati Uniti, ricopre un ruolo trainante nella sperimentazione di nuove forme di divulgazione scientifica ed è un luogo privilegiato a cui guardano con interesse tutte le altre istituzioni culturali del paese.

 

Merito dell’impegno profuso negli ultimi anni da Ioannis Miaoulis, presidente e direttore del museo dal 2003. Il suo obiettivo è stato fin dai primi mesi quello di rendere tecnologia, scienza ed ingegneria materie interessanti e capaci di attirare l’attenzione dei bambini e dei ragazzi. Sostiene Miaoulis: “Gli Stati Uniti si sono trasformati da società che realizza e costruisce opere in una società che discute delle opere”. Alla base del suo progetto esiste la seria preoccupazione che questo declino dell’interesse generale verso la scienza possa tradursi nel futuro in un ritardo tecnologico del paese nei confronti di altre nazioni emergenti.

 

Secondo il direttore del museo è, quindi, necessaria una nuova alfabetizzazione tecnologica, come fa intendere il cartello a caratteri gialli che campeggia in un angolo vicino all’entrata: “Why Technological Literacy?”. Il problema della disaffezione degli americani nei confronti della scienza sembra risiedere nei termini stessi di “Ingegneria” e “Tecnologia”: il solo pronunciarli implica complessità, capacità al di fuori della norma, un numero imprecisato di lauree. Miaoulis, fin dall’inizio della sua carriera accademica presso la Tufts University Engineering School di Medford, Massachusetts, ha ribaltato quest’immagine stereotipata. Di fronte alla necessità di preparare delle lezioni sul trasferimento di calore, decise di spostare la classe in una cucina e di sfruttare una delle sue passioni preferite: una volta condotti gli esperimenti necessari, il risultato di tali dimostrazioni sarebbero diventati un’ottima colazione per tutti.

 

Miaoulis ha trasportato tale metodologia didattica nell’ambito museale: nuove esibizioni, nuove attività, nuovi programmi, ma anche collaborazione con le istituzioni per varare programmi didattici all’avanguardia. Grazie alle pressioni del Museum of Science, lo Stato del Massachusetts ha deciso di introdurre l’ingegneria tra le materie di studio fin dai primissimi anni di scuola. I ricercatori del museo ed un gruppo d’insegnanti che collaborano con la struttura hanno fornito preziosi contributi per garantire il supporto necessario alla realizzazione dei programmi: corsi d’aggiornamento per insegnanti e vario materiale didattico dal significativo titolo di “Engineering is Elementary” sono solo alcune delle proposte messe a disposizione delle scuole del Massachusetts.

 

Il MOS idea sempre nuove esibizioni e nuove proposte per mantenere alto l’interesse verso il museo e la tecnologia. La recente mostra dal titolo Star Wars: Where Science Meets Imagination, disponibile fino ad aprile 2006, compara oggetti, robot e veicoli di tutti i sei film della saga di Guerre Stellari con le tecnologie del mondo reale contemporaneo. Astronavi e veicoli utilizzati da Luke Skywalker e dagli altri protagonisti dell’epica serie sono affiancati da un vero hovercraft, su cui è anche possibile salire. I visitatori possono anche interagire in video con C-3PO, uno dei robot più celebri della storia della fantascienza, ed incontrare alcuni ricercatori per conoscere gli sforzi profusi nel duplicare la mobilità, la percezione e la capacità d’apprendimento degli esseri umani nei veri robot del XXI secolo. Posizionando delle tessere su un tavolo con l’ausilio di un computer in grado di proiettare immagini tridimensionali, si può, poi, costruire una vera stazione spaziale da sorvolare ed esplorare con l’ausilio di una videocamera mobile. Sono anche visibili al pubblico i più avanzati veicoli e prototipi realizzati dalla ricerca spaziale. Persino le guide disponibili per i visitatori sono strumenti all’avanguardia: il Multimedia Tour prevede l’utilizzo di palmari e di tecnologia wireless per fornire al pubblico informazioni approfondite, audio e video, ricostruzioni virtuali e tutto ciò che serve a migliorare ulteriormente la qualità della visita

 

Il museo si sta anche preparando ad ospitare tra qualche mese una nuova esibizione sulla nanotecnologia finanziata dalla National Science Foundation. La sfida è quella di trovare un modo di rendere visibile degli oggetti che per definizione sono veramente piccoli! Ma lo staff del Museum of Science non si spaventa certo di fronte alle difficoltà. Nel prossimo futuro un altro degli obiettivi che si è posta l’istituzione è quello di rendere la struttura non solo uno spazio espositivo, ma anche un luogo dove la gente s’incontra per assistere a dibattiti su temi controversi come le cellule staminali, per partecipare a laboratori in cui prendere parte attiva e per ascoltare conferenze tenute dai maggiori luminari del MIT e di Harvard. Un luogo vitale, insomma, dove si stimola il visitatore a partecipare ed interagire.

 

Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:00 ed il venerdì dalle 9:00 alle 21:00. www.mos.org

 

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