Poster d'arte rock in mostra al Museum of Fine Arts di Boston

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16/feb/2006 03.57.26 Ufficio del Turismo Boston & Massachusetts Contatta l'autore

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All’MFA di Boston poster d’arte rock fino al 16 d’agosto.

 

Light My Fire: Rock Posters From the Summer of Love mette in mostra gli anni 1966 e 1967 ed i club di San Francisco che lanciarono i Doors, i Grateful Dead, Janis Joplin e tutte quelle band musicali che costituirono “The San Francisco Sound”. L’esibizione rimarrà disponibile fino ad Agosto nello spazio Hemicycle del Museum of Fine Arts di Boston.

Una selezione d’immagini sono esposte da questa settimana quale parte integrante della prima mostra curata da Patrick Murphy assistente della sezione Prints, Drawings e Photographs Department dell’MFA di Boston. La mostra è una conseguenza quasi naturale di un’ossessione dolce che ha invaso il curatore, collezionista di poster e musica degli anni ’60; alcune di questa immagini si possono acquistare per meno di 300$. Un’occasione d’oro per i giovani collezionisti. Forse ad alcuni estimatori del Museum of Fine Arts di Boston può sembrare poco ortodosso trovare questa mostra in un museo molto tradizionale. Murphy considera quest’arte una naturale derivazione dai poster del pittore francese Toulouse Lautrec creati per il Moulin Rouge nel 1890. L’MFA ad esempio ne possiede una rara collezione. Quando Murphy decise di acquistare arte degli anni ’60 per l’MFA si trovò ad affrontare un problema raramente sottoposto ad un curatore di museo. I lavori erano decisamente economici, così che i mercanti di poster non erano interessati ad affrontare le trattative, che talvolta durano mesi, per le vendita all’MFA. L’anno scorso però due donatori e sostenitori del Museo trovarono la soluzione opportuna facendo una donazione - la cui cifra rimane segreta - per acquistare i 40 poster. Basti dire che uno dei faretti installati nell’esposizione, una serie di Led colorati che replicano una ruota colorata, è costato almeno il doppio del poster più caro in esposizione.

 

Wilson fu uno dei primi artisti a lavorare nella Baia di San Francisco per i vari club musicali, facendo poster per Bill Graham per gli spettacoli al Fillmore Auditorium  e all’Avalon Ballroom. Questi due club cominciarono infatti a promuovere ogni settimana concerti rock di musicisti locali. I poster di Wilson diventarono famosi proprio per l’uso particolare delle lettere impiegate, sullo stile di Alfred Roller, un’artista tedesco dei primi del ‘900. Wilson stesso spiega perché i poster rock divennero così creativi “Avevano molto a che fare con l’LSD; con una gran apertura mentale e con il fatto che San Francisco e l’area della Baia erano popolate da giovani che vivevano con poco, prendendo autobus, camminando e guardandosi intorno. Quindi erano in grado di guardare e leggere nelle vetrine”.

 

Il nativo di Brooklyn Victor Moscoso è stato uno dei pochi autori di poster che ha avuto un’istruzione in storia dell’arte. “E’ stato duro agli inizi imparare che le lettere debbono essere leggibili, che non bisogna usare colori vibranti poiché irritano gli occhi, che un poster deve trasmettere un messaggio semplice e veloce. Fu una fortuna per me incappare in un mucchio di artisti con una preparazione non tradizionale, che non erano consci delle regole del  buon design. Loro andavano avanti e seguivano ciò che c’era nell’aria “. Quell’aria era piena di acidi, di rock, di amore libero e di droghe allucinogene. I poster usavano colori brillanti, ma al contempo si ispiravano alla storia dell’arte: Moscoso usò, ad esempio, la “Corte di una casa a Delft” del pittore Olandese del 17simo secolo Pietre de Hooch, quale immagine centrale del poster dei Doors. Rivoluzionò anche il business del poster, poiché invece di prendere una paga fissa per ogni lavoro, cominciò a far poster gratis. In cambio però teneva il copyright dei suoi poster e tentava di venderne quanti più poteva e voleva. “Continuo a vendere poster ancora oggi”, afferma Moscoso.

 

Per il curatore Murphy i poster furono il suo primo approccio alla musica. Poi ispirato dalle immagini venne attratto anche dai contenuti più strettamente musicali: nato nel 1969, ha acquistato il suo primo giradischi 5 anni fa. Ben presto trovò che la qualità delle copertine dei dischi, così come la creatività dei poster, non si ricollegava forzatamente con la notorietà di un gruppo musicale. Prendete ad esempio il poster dei Cloud - un gruppo che pochi certamente ricordano - la cui immagine è tra le favorite nella collezione di Murphy. Forse il miglior esempio, però, è il primo disco dei Bee Gees, con un’immagine multicolore: non obbligatoriamente quel disco cattura per la qualità musicale, ma la copertina è certamente un’opera d’arte. Dal 16 Febbraio al 16 Agosto 2006 all’MFA di Boston www.mfa.org

 

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