Al Williams College Museum of Art di Williamstown una mostra sul maestro dell'Action Painting: Jackson Pollock

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23/mar/2006 09.41.56 Ufficio del Turismo Boston & Massachusetts Contatta l'autore

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 Al Williams College Museum of Art di Williamstown una mostra sul maestro dell’Action Painting: Jackson Pollock

 

Nel cuore del Berkshire, immersa nel fascino discreto delle sue sinuose colline verdeggianti esiste una famosa città universitaria. Williamstown ha una straordinaria vocazione culturale, testimoniata dalla presenza di ben due musei di livello internazionale, il Francine Clark Art Institute ed il Williams College Museum of Art, e da una serie di eventi, iniziative e festival che punteggiano il calendario di manifestazioni teatrali, musicali ed artistiche.

 

Proprio il Williams College Museum, dal 14 Aprile all’ 1 ottobre 2006, propone un appuntamento da non perdere per gli appassionati di arte contemporanea: saranno infatti esposte tre opere del celeberrimo, tormentato ed innovativo Jackson Pollock. Uno dei principali esponenti dell’Espressionismo Astratto, Pollock influenzò profondamente il mondo artistico del secolo scorso. Il suo lavoro, la sua vita, la sua stessa personalità sintetizzano paradigmaticamente il concetto del mito della Potenza Creatrice, dell’individuo geniale che si innalza al di sopra dei limiti artistici del suo tempo e libera nuove forze eversive nell’establishment culturale e sociale della sua epoca. 

 

Il Williams College Museum è una delle strutture espositive universitarie più importanti degli Stati Uniti. Ospita nelle sue gallerie più di 12.000 opere, con particolare riguardo all’arte contemporanea e moderna Americana dal 1700 ad oggi. Una sezione è dedicata anche all’arte antica e medievale e copiosa e la collezione di pittura indiana rajput e mughal dal 1600 al 1800. Tra le opere più famose esposte si annoverano capolavori di Andy Warhol ed Edward Hopper.  Il prestigio del museo è anche dovuto all’intensa collaborazione con l’istituzione universitaria, che la sponsorizza e, soprattutto tramite la sua facoltà d’arte, fornisce personale qualificato che contribuisce alla crescita ed allo sviluppo della struttura espositiva sia con opere originali sia con interventi di restauro e preservazione. 

 

Proprio il restauro del dipinto Number 2, 1949 di Pollock è stata l’occasione per organizzare la mostra sul pittore che la rivista Time definì nel 1951 “Il più grande artista vivente Americano”. Gli studi meticolosi e le tecniche di restauro applicate serviranno poi per sviscerare ancora più in profondità caratteristiche e peculiarità dell’opera dell’artista. Pollock sviluppò una tecnica rivoluzionaria definita sinteticamente Action Painting: non più pennelli, se non quali strumenti da cui far sgocciolare il colore, non più solo il braccio ma tutto il corpo sono coinvolti nell’azione creatrice. Su una grossa tela distesa sul pavimento viene spruzzata, spalmata, versata, sgocciolata una pittura non più necessariamente fluida, ma un impasto viscoso, miscelato con sabbia, vetro ed altro materiale estraneo. L’opera di Pollock non è però il semplice risultato dell’azione casuale di una rivoluzionaria tecnica creatrice, bensì la sintesi di un’interazione dialettica tra l’idea originaria, studiati movimenti corporei, l’effetto della forza di gravità sul flusso viscoso della pittura e le diverse modalità d’assorbimento della tela. Una miscela ad alto potenziale artistico tra il “controllabile” e l’ “incontrollabile” in una sorta di ipnotica danza creatrice, il cui inizio ed il cui termine coincidono con la realizzazione dell’opera stessa.

 

In un saggio pubblicato sul periodico d’avanguardia “Possibilities”, Polllock ebbe a dire a proposito della propria tecnica: “Quando sono nella mia pittura, non sono cosciente di quello che faccio. È solo dopo una sorta di periodo di sospensione, che sono in grado di capire. Non ho mai paura di apportare dei cambiamenti, distruggendo le immagini etc, perché la tela vive di vita propria. Io cerco solo di farla esprimere. E’ unicamente quando perdo il contatto con la mia opera che il risultato diventa confusionario. Altrimenti si crea un’armonia perfetta, uno scambio reciproco, che permette all’opera di riuscire al meglio

 

Il museo è aperto dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 17:00 e la domenica dalle 13:00 alle 17:00.. L’entrata è gratuita e le sale sono accessibili alle sedie a rotelle. www.wcma.org  

 

 

Jackson Pollock (American, 1912-1956)
Number 2, 1949, 1949
Munson-Williams-Proctor Arts Institute, Museum of Art, Utica, New York
© 2006 Pollock-Krasner Foundation/Artists Rights Society (ARS), New York  

 

 

 

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