Il Revolving Museum

27/ott/2006 12.00.00 Ufficio del Turismo Boston & Massachusetts Contatta l'autore

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Il 4 Novembre la riapertura del Revolving Museum a Lowell: un luogo dove l’arte è spinta oltre ogni limite.

 

 

Scherza solo in parte Jerry Beck, quando riferendosi a se stesso si definisce “un danno positivo”.

Studente presso un istituto artistico, dice infatti che “non fu mai in grado di produrre arte popolare”, una forma d’espressione che lui adorava.

Beck ha lavorato per due anni come guardia presso il Museum of Fine Arts durante la sua vita studentesca; il contatto con questa tipologia di museo ha rafforzato la sua idea negativa in relazione agli artefatti culturali utilizzati per accrescere il potere delle élite dominanti che definiscono così cosa sia o non sia meritevole in ambito artistico.

Nasce in questo modo l’idea di quello che oggi è chiamato Revolving Museum, uno spazio che Beck definisce un “non museo” per l’estrema originalità delle opere che vi vengono esposte, che si spingono oltre ogni limite della concezione artistica.

Il Revolving Museum è un laboratorio di creatività per persone di ogni età e provenienza, accomunate dalla percezione dell’incredibile potere trasformistico dell’arte.

Nel 1984 Jerry Beck aprì il museo con “The Little Train That Could…Show”, un’installazione composta da 12 carrozze ferroviarie abbandonate.

Quest’opera ha marcato l’inizio del ruolo del museo come un’aggregazione d’artisti focalizzati sulla trasformazione dello spazio pubblico in innovativi progetti d’arte visiva.

Questi progetti erano creati per instaurare un dialogo in relazione all’arte, allo spazio naturale e a quello urbano, ai siti storici e a quelli sociali, per creare un senso di coesione tra artisti e pubblico.

Tra le varie opere realizzate si ricordano un’esibizione all’interno di un’antichissima fabbrica di rum, un palazzo fatto di carta di giornale nel Queens a New York, una barca che attraversava le acque agitate della guerra civile ricreata in una piccola isola nel porto di Boston e molti altri progetti realizzati su larga scala ed esposti nei centri commerciali e nelle aree metropolitane di Boston.

E’ solo nel Marzo del 2002 che il Revolving Museum si trasferisce da Boston a Lowell, grazie allo straordinario sforzo della città che ha fortemente voluto accogliere quest’ente e a Jerry Beck che è riuscito a comprare l’edificio che oggi ospita il museo.

Si viene così invasi da un senso d’umana irresponsabilità ed allegria non appena si svolta l’angolo tra Merrimack Street e Shattuck Street. La Lowell Gas Light Co eresse quest’edificio nel 1859: mattoni rossi, una porta arrotondata all’angolo delle due strade, un tetto elegante e un cortile interno rendono l’edificio sufficientemente grande per ospitare il Revolving Museum che oggi è situato al primo piano.

Un tratto tipico delle manifestazioni promosse da quest’incredibile centro creativo è la rappresentazione dei burattini che ha luogo alla fine di settembre; i pupazzi stessi sono stupendi, un’intera stanza è loro dedicata all’interno del museo, dove i bambini sono invitati a giocare con queste straordinarie creazioni.

Un’icona di questa stanza è una marionetta realizzata da uno stuDancers on a stage with masksdente: rappresenta un uomo che indossa la bandiera a stelle e strisce come biancheria intima e ha la testa immersa nella televisione; oltre a queste opere di carattere più popolare, sono presenti anche  rappresentazioni di artisti più conosciuti, ad esempio Big Nazo (www.bignazo.com) .

Da culla della Rivoluzione Industriale, Lowell è stata  trasformata da Jerry Beck in culla della “Rivoluzione Creativa”.

Il fondatore di questa rivoluzione vive in un appartamento sopra il museo con la moglie e il figlio, e continua a lavorare per espandere arte ed installazioni al centro della città; collabora incessantemente anche con grandi musei dedicandosi a preservare e rendere pubblica la storia di Lowell attraverso l’arte.

Al Revolving Museum, il punto di forza non sono gli oggetti in esposizione, bensì “la creatività, fatta da persone che spingono oltre ogni limite il concetto base di ciò che è un museo”.

www.revolvingmuseum.org

 

 

 

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