Turismoincilento.it - 'La ballata del Sindaco Pescatore', una canzone per Angelo Vassallo. Ecco il testo

04/gen/2016 09.23.01 Turismoincilento.it Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
www.turismoincilento.it

'La ballata del Sindaco Pescatore', una canzone per Angelo Vassallo. Ecco il testo

Una canzone per Angelo Vassallo, sindaco pescatore di Pollica, ucciso il 5 settembre del 2010. Il singolo è stato scritto dal cantastorie Vittorio Merlo e sarà disponibile in tutte le radio italiane e spagnole a partire dal prossimo 7 gennaio. Vittorio Merlo è un cantastorie e bibliotecario italiano in Lussemburgo che ha scritto “La ballata del Sindaco Pescatore”, una canzone per Angelo Vassallo a sostegno della Fondazione creata dai fratelli Dario e Massimo Vassallo in memoria del sindaco di Pollica. Per la stesura di questa canzone, Vittorio Merlo è stato ispirato dal libro "Il sindaco Pescatore", scritto a quattro mani da Dario Vassallo e Nello Governato. Il brano è accompagno da un video-clip girato dallo stesso Vittorio Merlo e sarà pubblicato su VEVO il 7 gennaio. Il ricavato proveniente dalle vendite del CD promozionale e dalla vendita digitale, sarà versato alla “Fondazione Angelo Vassallo – Sindaco Pescatore”. La canzone dedicata ad Angelo Vassallo è stata anticipata da una fiction prodotta da Solaris Media e Rai Fiction, che vede Sergio Castellitto nei panni di Angelo e che presto andrà in onda su Rai Uno e da una rappresentazione teatrale, dove il sindaco pescatore viene interpretato da Ettore Bassi.   TESTO CANZONE   "Mi chiamo Angelo, mi alzo quando sorge il sole, sono il sindaco, sono il pescatore. Mi chiamo Angelo questo è il mio nome, non sono triste ma non ho più il sorriso." Inizia con queste parole la canzone dedicata al Sindaco Pescatore da Vittorio Merlo. Nella ballata Angelo Vassallo si rivolge direttamente al suo assassino: "Ti ho incontrato una sera mio assassino, mi hai sorpreso come fossi un bambino. Ti ho guardato negli occhi  senza  paura, ti ho guardato, è finita l'avventura. Acciaroli non può più darmi il pane, io  sono  un angelo,  non ho  più fame.” E prosegue: "Non faccio miracoli, non moltiplico il pane ma di giustizia e uguaglianza ho ancora fame". Quindi rimarca che dopo oltre cinque anni dall'assassinio ancora non c'è un colpevole: "Mi chiamo Angelo - si chiude la ballata - questo è il mio viso. Tu come ti chiami?  Ce l'hai un sorriso?". Il brano, parole e musica di Vittorio Merlo, suonato e arrangiato da Riccardo Zappa ne “La camera incantata studio”, per l'esecuzione vede Federico Bragaglia alla batteria, Vittorio Merlo al piano e alle tastiere (master: Sage Audio, Nashville). In copertina, foto di Vincenzo Pagano. Il cd contiene anche una emozionante versione acustica.

www.turismoincilento.it

Turismoincilento.it rispetta la tua privacy e il tempo che trascorri in rete.

Per leggere l’informativa sulla privacy di Turismoincilento.it, consultare http://www.turismoincilento.it/privacy/.
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl