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Agromafie, Campania a rischio Presentato il quarto Rapporto elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla Criminalità nell'Agricoltura e sul sistema Agroalimentare.

Persone E. Coli
Luoghi Italia, Sud, Napoli, Lazio, Piemonte, Marche, Abruzzo, Umbria, Campania, Salerno, Benevento, Avellino, Frosinone, Caserta, Alto, Latina, provincia di Venezia
Organizzazioni SCICO, Eurispes, Carabinieri, Coldiretti, Guardia di Finanza
Argomenti criminalità, alimenti, economia, diritto penale

27/feb/2016 14.23.01 Turismoincilento.it Contatta l'autore

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Agromafie, Campania a rischio

Presentato il quarto Rapporto elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla Criminalità nell’Agricoltura e sul sistema Agroalimentare. In tutte le province della nostra regione l’Indice di Organizzazione Criminale (Ioc) si attesta su livelli nettamente superiori alla media nazionale. Il business illecito nel 2015 in Italia ha superato la cifra di 16 miliardi di euro. E’ stato presentato il quarto rapporto “Agromafie” sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla Criminalità nell’Agricoltura e sul sistema Agroalimentare. L’agroalimentare rappresenta un terreno privilegiato di investimento della malavita con un pericoloso impatto non solo sul tessuto economico ma anche sulla salute dei cittadini, sull’ambiente e sull’intero territorio nazionale, come dimostrato dall’analisi sul grado di penetrazione per singola regione, da Nord a Sud. Associazionismo criminale: elevato in Campania, ma alto anche in molte zone da Nord a Sud. L’intensità dell’associazionismo criminale è stata misurata attraverso l’Indice di Organizzazione Criminale (IOC) elaborato dall’Eurispes. che si fonda su 29 indicatori specifici e rappresenta la diffusione e l’intensità, in una data provincia, del fenomeno dell’associazione criminale, in considerazione delle caratteristiche intrinseche alla provincia stessa e di conseguenza sia di eventi criminali denunciati sia di fattori economici e sociali. Elevato il grado di diffusione criminale in Campania dove il dato è superiore alla media nazionale (pari a 29,1) in tutte le province della regione. Il grado di diffusione criminale risulta, infatti, alto sia nel capoluogo (Napoli 78,9) che a Caserta (68,4) e Salerno (44,3), inferiore nell’entroterra (Avellino 42,7; Benevento 35,7). A livello nazionale, parallelamente all’elevata penetrazione dell’associazionismo nelle regioni del Mezzogiorno, emerge come anche nel Centro dell’Italia il grado di penetrazione sia forte e stabile e particolarmente elevato in Abruzzo ed in Umbria, in alcune zone delle Marche, nel Grossetano e nel Lazio, in particolar modo a Latina e Frosinone. Anche al Nord il fenomeno presenta un grado di penetrazione importante in Piemonte, nell’Alto lombardo, nella provincia di Venezia e nelle province romagnole lungo la Via Emilia. Business agromafie supera i 16 miliardi di euro nel 2015. I dati del quarto rapporto “Agromafie” indicano come il business illecito legato ai crimini agroalimentari nel 2015 abbia superato in Italia la cifra di 16 miliardi di euro. Le tipologie di illeciti riscontrate con più frequenza da parte delle organizzazioni criminali operanti nel settore agroalimentare sono l’associazione per delinquere di stampo mafioso e camorristico, concorso in associazione mafiosa, truffa, estorsione, porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, contraffazione di marchi, illecita concorrenza con minaccia o violenza e trasferimento fraudolento di valori. Frodi: ristoranti e pane in cima alla black list dei settori più colpiti. In cima alla black list dei settori più colpiti dalla frodi salgono la ristorazione, la carne e farine, pane e pasta sulla base del valore dei sequestri effettuati nel 2015 dai Carabinieri dei Nuclei Anti Sofisticazione (Nas). Il valore totale dei sequestri nel 2015 è stato di 436 milioni di euro con il 24% nella ristorazione, il 18% nel settore della carne e salumi, l’11% in quello delle farine, del pane e della pasta, ma settori sensibili sono, a seguire, quelli del vino, del latte e formaggi e dei grassi e oli come quello di oliva. Nel solo 2015 sono stati chiuse dai Nas 1.035 strutture operanti nel sistema agroalimentare con il sequestro di 25,2 milioni di prodotti alimentari adulterati, contraffatti, senza le adeguate garanzie qualitative o sanitarie o carenze nell’etichettatura e nella rintracciabilità. In crescita il money dirting. Le turbolenze del sistema bancario aumentano i capitali puliti che alla ricerca di una migliore remunerazione si indirizzano verso l’economia sporca, con il cosiddetto “money dirtying” che è esattamente speculare al fenomeno del riciclaggio nel quale i capitali sporchi affluiscono nell’economia sana. Supera i 402,5 milioni di euro il valore dei sequestri, effettuati dallo SCICO della GdF, comminati alle organizzazioni criminali nel comparto agroalimentare tra maggio 2014 e febbraio 2015. Cibi on line per un italiano su 5, ma aumentano rischi truffe. Se quasi un italiano su cinque (il 19,3%) acquista prodotti alimentari on line (dato più che raddoppiato rispetto al 6,1% del 2015), in rete aumenta anche il rischio di incorrere in prodotti di bassa qualità. Per esempio nella vendita online di formaggi solo una ridotta percentuale di essi rispetta requisiti di qualità che li rendono sicuri. Il 30% dei formaggi analizzati, infatti, è risultato contaminato da E. Coli, l’8

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