Culla dei Malatesta nominata Bandiera Arancione dal Touring Club

Visitando Verucchio si può sostare per un caffé nella centrale Piazza Malatesta, dove sorge il Palazzo Comunale, e poi proseguire con una piacevole camminata fino in cima, dove si innalza la Rocca malatestiana o rocca del Sasso.

12/ott/2008 20.24.39 Laura da Rimini Contatta l'autore

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A diciotto chilometri dalle spiagge di Rimini e ad un paio da San Marino, la piccola capitale dei Malatesta conserva una rocca di stupefacente bellezza.
Abbarbicato su uno sperone roccione, il borgo medievale di Verucchio, Bandiera arancione, marchio di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club, domina la vallata del Marecchia a 330 metri di altitudine. Di costruzione duecentesca, diede i natali a Mastin Vecchio Malatesta, fondatore della signoria di Rimini da lui retta fino alla morte nel 1312.
Dante lo cita nella Commedia come pure i suoi figli Paolo e Gianciotto, protagonisti insieme a Francesca da Polenta del celeberrimo V canto dell'Inferno.

Visitando Verucchio si può sostare per un caffé nella centrale Piazza Malatesta, dove sorge il Palazzo Comunale, e poi proseguire con una piacevole camminata fino in cima, dove si innalza la Rocca malatestiana o rocca del Sasso. Si tratta di un insieme di edifici costruita dal XII al XVI secolo anche se l'impronta maggiore gli fu data nella prima metà del Quattrocendo da Sigismondo Pandolfo Malatesta, abilissimo condottiero e raffinato mecenate.

Interessante la collezione di armi medievali esposta in una delle sale della Rocca e la passeggiata lungo le mure che permette di godere di una scenografica vista sulla vallata del Marecchia. Da visitare è anche il Museo Archeologico della Civiltà Villanoviana ospitato nell'antico convento dei padri Agostiniani. Conserva antichissimi reperti che testimoniano la vita delle popolazioni che abitarono il territorio fin dal X secolo avanti Cristo. Nella frazione di Villa Verucchio dove si è sviluppato il nucleo moderno del comune, sorge il convendo dei Frati Minori fondato intorno al 1215 poco dopo  il soggiorno di San Francesco. La tradizione vuole che fu il santo di Assisi a piantare il cipresso , che i botanici stimano avere almeno 600 anni. Alto venticinque metri, innalza le sue fronde nel chiostro, di fianco alla bella chiesa di Santa Croce.

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