AL RISTORANTE "LA SIRIOLA" SI BEVE VINO BIODINAMICO

AL RISTORANTE "LA SIRIOLA" SI BEVE VINO BIODINAMICO Il vino prodotto con processi naturali che rispettano i tempi dettati dalla natura e che seguono i movimenti dei pianeti.

27/ott/2009 11.02.42 Studio Eidos Contatta l'autore

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Alta Badia. Il ristorante stellato Michelin dell’Hotel Ciasa Salares**** propone un nuovo modo di bere: oltre le frontiere del biologico, un vino d’autore, naturale, vero, antico, omeopatico.
AL RISTORANTE “LA SIRIOLA” SI BEVE VINO BIODINAMICO
Il vino prodotto con processi naturali che rispettano i tempi dettati dalla natura e che seguono i movimenti dei pianeti.

Al ristorante “La Siriola” il vino biodinamico occupa una parte importante nella ricercata carta dei vini, che comprende 1.950 etichette nazionali e internazionali.


Lontano dalle grandi industrie del vino si fa strada una nuova filosofia del bere: nasce il vino biodinamico. Un prodotto ancora oggi di nicchia, ma che inizia a farsi conoscere tra gli intenditori.
Stefan Wieser, della famiglia dell’Hotel Ciasa Salares****, nel cuore delle Dolomiti, a San Cassiano, da anni cura con passione la cantina del ristorante “La Siriola”, definita una delle più fornite d’Italia e si può ritenere un anticipatore dei tempi nella scelta del vino biodinamico.
Ben dieci anni fa, quando ancora questo prodotto era noto solo a pochi addetti ai lavori, ha deciso di arricchire la Carta dei Vini del ristorante “La Siriola” - che vanta il titolo di 1 stella Michelin ed è situato all’interno dell’hotel - con vini fatti da uve provenienti da agricoltura biodinamica, destinando loro il 45% della cantina. Una scelta difficile, soprattutto all’inizio, per via della scarsa diffusione di questi vini nel nostro Paese, ma che si è rivelata vincente ed è stata premiata dal mercato.
Ad oggi i clienti dell’hotel possono scegliere fra più di 1.950 etichette accuratamente selezionate, che comprendono una vasta scelta di vini biodinamici provenienti da piccoli produttori italiani ed europei. Tra le etichette meticolosamente scelte da Stefan Wieser ci sono vini naturali: le tre A (artigiani, agricoltori, artisti), quelle di Vinnatur e quelle di Vini Veri. Alcuni dei nomi scelti hanno alle spalle una storia particolare, dove nulla viene lasciato al caso, come Radikon e Gravner, Frank Cornelissen e Yoco Sano, Eugenio Rosi, Damjian Podversic, Tenuta Grillo o il veneto Castello di Lispida di Alessandro Sgaravatti. I vini naturali che escono dalle cantine di Sgaravatti, ad esempio, si rifanno al metodo del giapponese Masanobu Fukuoka, pioniere dell’agricoltura naturale o del non fare, e sono affinati in anfora. Una vera e propria filosofia, che si propone di riprodurre quanto più fedelmente possibile le condizioni naturali.

L’agricoltura biodinamica - Per la sua particolare tecnica di coltivazione naturale, che segue lenti e minuziosi processi, il vino biodinamico non può e non potrà mai essere prodotto a livello industriale. La sua produzione deve avvenire nel pieno rispetto dei tempi dettati dalla terra e dalla natura in continua evoluzione, quindi in contrasto con la produzione di massa, la globalizzazione e il conseguente appiattimento dei sapori. I viticoltori biodinamici partono dal presupposto che la conoscenza della Terra come organismo vivente inserito in un più grande organismo cosmico, dal quale ne trae influenza, permetta di individuare e riconoscere tali influenze e di sfruttarle a favore dell’agricoltura. La vinificazione deve quindi tener conto della posizione dei pianeti e del passaggio lunare.
Scopo primario del sistema è l’accrescimento e il mantenimento costante della fertilità del terreno attraverso tecniche che esulano dalla chimica. Niente concimi chimici, niente diserbanti, sono ammessi solo pochi interventi antiparassitari. Le piante sono sane in modo da resistere alle malattie e ai parassiti e produrre spontaneamente l’uva. In cantina è concesso l’utilizzo di soli lieviti naturali, ossia di quei microorganismi che vivono nel vigneto, non di additivi o conservanti, la macerazione delle bucce deve avvenire in tini aperti, nessun filtraggio e, di conseguenza, bassissimo contenuto di anidride solforosa. Il risultato è ovviamente un vino dal sapore diverso da quello tradizionale, dal sapore autentico, più vero, un vino che stimola la salivazione e si accompagna in modo sublime ai cibi.

La vera essenza del vino - Il vero punto di forza è il rapporto umano e diretto che si instaura fra produttore e compratore di vino biodinamico. E’ infatti possibile risalire a tutte le fasi di vinificazione del prodotto perché il produttore è in grado di spiegare come viene eseguito ogni passaggio di produzione. Il contrario di quello che avviene con i blasonati “Flying winemaker”, che seguono decine di aziende spesso senza esser mai stati nel singolo vigneto. 

Ciasa Salares, rifugio e gourmet - Incastonato tra le  montagne di San Cassiano, il Ciasa Salares**** è un raffinato chalet che si affaccia su uno splendido parco di sempreverdi, attrezzato per il relax estivo degli ospiti e il divertimento dei più piccoli. Un luogo confortevole e familiare, con divani d’antan raccolti intorno ad un caminetto scoppiettante, dove un fresco aroma di cirmolo aleggia nelle sale, e si propaga in tutti gli ambienti e nelle stanze, 40 camere di cui 7 Suite, 3 Junior Suite e 4 Superior. Fiore all’occhiello la ristorazione, diretta da Claudio Melis, executive chef del Siriola Group: da quella dell’albergo a quella del Siriola Cafè, esclusivo locale per palati raffinati ospitato al piano superiore dell’hotel. L’eccellenza in cucina si raggiunge a La Siriola, ospitato al piano terra del Ciasa.

Info: Siriola Group, Strada Prè de Vì, 3, Localitá Armentarola, S. Cassiano (BZ) – Tel. 0471 84 94 45 – info@siriolagroup.it - www.siriolagroup.it


Ufficio Stampa: Studio Eidos di Sabrina Talarico, Tel. 049 8910709 – www.studioeidos.it



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