SMI-PUGLIA DENUNCIA: URGE MESSA IN SICUREZZA DELLE SEDI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE. A RISCHIO MEDICI E PAZIE NTI

A RISCHIO MEDICI E PAZIE NTI COMUNICATO STAMPA SMI-PUGLIA DENUNCIA: URGE MESSA IN SICUREZZA DELLE SEDI DI CONTINUITA' ASSISTENZIALE A seguito dell'aggressione dello scorso 30 novembre presso la postazione di Rignano Garganico, il Sindacato dei Medici Italiani chiede l'immediata tutela del personale sanitario addetto all'ex guardia medica Il Sindacato dei Medici Italiani della Puglia esprime profonda solidarietà e sostegno alla collega aggredita lo scorso 30 novembre presso la postazione di continuità assistenziale di Rignano Garganico.

08/dic/2009 23.50.19 Smi Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

 

 

SMI-PUGLIA DENUNCIA: URGE MESSA IN SICUREZZA DELLE SEDI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE

 

A seguito dell’aggressione dello scorso 30 novembre presso la postazione di Rignano Garganico, il Sindacato dei Medici Italiani chiede l’immediata tutela del personale sanitario addetto all’ex guardia medica

 

 

 

Il Sindacato dei Medici Italiani della Puglia esprime profonda solidarietà  e sostegno alla collega aggredita lo scorso 30 novembre presso la postazione di continuità assistenziale di Rignano Garganico. Lo Smi-Puglia evidenzia, altresì, l’urgenza della messa in sicurezza di tutte le sedi dell’ex guardia medica dislocate sul territorio regionale. Un’operazione di restyling non più rinviabile, sottolineano i sindacalisti, affinchè vengano concretamente tutelati gli operatori sanitari. Con particolare riferimento alle dottoresse costrette a svolgere il proprio turno, da sole, in paesi sperduti della provincia, con tutti i rischi del caso. “In primis lo Smi-Puglia intende rivolgere la propria solidarietà alla collega vittima della brutale violenza – dichiara Anna Lampugnani, responsabile nazionale continuità assistenziale e segretario regionale Smi- Puglia - A tal proposito il Sindacato dei Medici Italiani ritiene estremamente grave e vergognoso che si verifichino, puntualmente, episodi di efferata violenza nei confronti dei medici addetti al succitato servizio; ma è altrettanto inaccettabile che, nonostante i reiterati fatti di cronaca, nessuno faccia nulla per rendere definitivamente sicure le sedi dell’ex guardia medica. Anzi, proprio in relazione all’episodio in questione, il maggior sindacato rappresentativo dei medici di medicina generale, attraverso una nota stampa, ha colto l’occasione per riproporre discutibili soluzioni in materia di continuità assistenziale: ovvero la chiusura delle medesime postazioni, per mettere gli operatori sanitari della continuità assistenziale a completo servizio dei medici di famiglia. Per quale motivo, invece, non si procede con la messa in sicurezza di strutture sanitarie in condizioni critiche ormai da svariati anni? Parliamo di un servizio indispensabile per i cittadini; svolto con grande abnegazione da professionisti sempre più spesso in balia di aggressioni e pericoli di ogni genere. E i fatti di cronaca, purtroppo, lo dimostrano ancora una volta. Cos’altro deve accadere  - conclude Anna Lampugnani - per far si che, chi di competenza, intervenga fattivamente per mettere al sicuro il personale medico?”.  “Evidentemente qualcuno vuol aspettare “ il morto” prima di intervenire sulla continuità assistenziale  – aggiunge Franco Florio, medico di medicina generale dello Smi-Puglia - Quello che è accaduto alla collega presso la sede di  Rignano Garganico è gravissimo. Nostro malgrado continuiamo a dover esprimere solidarietà ai medici vittime di aggressioni perché lasciati soli in avamposti di frontiera della medicina generale.  Proprio per questo lo Smi-Puglia non  lascerà che la questione venga ridotta al solo problema della sicurezza sul posto di lavoro, ma si impegnerà con tutto il rigore necessario affinchè la riqualificazione del  ruolo e della funzione della continuità assistenziale sia fattiva e non solo enunciata. Riteniamo urgente l’allocazione dell’ex guardia medica nell’organizzazione strutturata della medicina territoriale e delle cure domiciliari. Pertanto il Sindacato si attiverà – conclude Franco Florio - per dare corpo ad una riorganizzazione complessiva della medicina del territorio, che non può più avere medici di serie A e di serie B”.

 

 

 

 

 

 

Ufficio Stampa Smi-Puglia

Elisabetta Menga

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