DALLA RICERCA ALLA PRATICA CLINICA. I MEDICI DI FAMIGLIA AFFRONTANO LA SFIDA

"In questi anni - spiega Ovidio Brignoli, presidente della Fondazione SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) - il nostro ruolo è diventato cruciale, non solo nella fase della dimissione ospedaliera, ma anche favorendo l'adesione alle campagne di screening.

11/dic/2009 12.52.41 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Il medico di famiglia è il protagonista delle medicina del futuro. Il paziente, anche cronico, oggi è curato sempre meno in ospedale e viene assistito sul territorio, grazie alla rete delle cure primarie. “In questi anni – spiega Ovidio Brignoli, presidente della Fondazione SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) - il nostro ruolo è diventato cruciale, non solo nella fase della dimissione ospedaliera, ma anche favorendo l’adesione alle campagne di screening. E un numero sempre maggiore di medici di medicina generale utilizza programmi informatici per la gestione dei pazienti nella normale pratica clinica. Il sistema Health Search, il database sviluppato da SIMG e attivo da oltre 10 anni, consente di individuare, nella gestione delle principali malattie croniche, i problemi su cui intervenire con correttivi. E ci permette di cogliere l’andamento di alcune grandi patologie, come il diabete, e di ipotizzarne le cause. Siamo in grado così di garantire l’appropriatezza e l’efficacia delle cure, con un contenimento dei costi”. Per approfondire i prossimi scenari della professione si svolge domani a Milano (Auditorium Assolombarda, Via Pantano 9) il convegno “Dove sta andando la medicina?”, dalle 9 alle 17.30. L’incontro è promosso dalla Fondazione SIMG e da Fondazione MSD, con la consulenza scientifica di Aletheia e la collaborazione di Assolombarda. Al centro del dibattito, che si articola in due tavole rotonde, le regole per la valutazione delle evidenze terapeutiche, le strategie per portare le innovazioni dai laboratori al mercato e come produrre salute in modo sostenibile. “Siamo di fronte a una sorta di rivoluzione nella cura – afferma Claudio Cricelli, presidente della SIMG - che implica, in primo luogo, nuove strategie di ricerca farmacologica, ma anche monitoraggi, maggiormente selettivi, per diversificare l’appropriatezza di ciascuna molecola. E i medici di famiglia saranno sempre più coinvolti negli studi osservazioni sui farmaci, che diventeranno un elemento di grande importanza nel panorama della ricerca scientifica del nostro Paese”. “La ricerca in medicina generale - continua il dott. Brignoli - ha avuto in questi anni un rapido sviluppo producendo conoscenze originali in grado di fornire agli operatori e alle Istituzioni sanitarie utili elementi per migliorare le decisioni nella pratica clinica e le strategie di intervento in ambito di salute. Le potenzialità di ricerca della medicina generale, oggi, si chiamano ricerca traslazionale preclinica che rappresenta l’integrazione tra l’attività di ricerca sperimentale e la pratica clinica. Su questa strada, i medici di medicina generale, per la continuità di relazione col paziente, rappresentano una potenziale struttura di ricerca già disponibile. Esperienze di organizzazione sono in atto da anni, ma bisogna potenziare la messa in rete di queste conoscenze disperse”.

Sul versante della ricerca biomedica gli ultimi 20 anni sono stati un periodo particolarmente fecondo ed in tale direzione i dipartimenti di ricerca di ogni grande azienda farmaceutica sono in grado di produrre moltitudini di idee per nuovi farmaci ogni anno. “Tuttavia questa ‘disponibilità’ – sottolinea Josè Luis Roman, Presidente della Fondazione MSD - spesso non si traduce in un'altrettanta disponibilità di nuovi farmaci per i pazienti (technology transfer). Le ragioni di questo gap sono molteplici, ma, in estrema sintesi, la sostenibilità del technology transfer passa attraverso la possibilità di non penalizzare molecole promettenti - il cui sviluppo richiede, però, investimenti ingenti - in assenza di quei requisiti di efficienza per il sistema salute che, ab initio, non è dato conoscere”. Al Convegno è prevista la partecipazione, tra gli altri, di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, Carlo Lucchina, direttore generale dell’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia e Enrico Garaci, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

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