Giuseppe Mascitelli. Social media e polisensorialità

Nel proseguo dell'incontro specifica: "Il tecnocreativo è il creativo di oggi, è colui che sintetizza l'anima tecnologica insieme ad una creativa e umanistica e che ha una forte predisposizione verso la contaminazione culturale.

19/gen/2010 15.58.27 redoffice Contatta l'autore

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“Una visione attenta all’antropologia culturale declinata con l’uso coerente delle nuove tecnologie e i social media” ecco la sintesi espressa da Giuseppe Mascitelli, Amministratore Delegato di Mediolanum Comunicazione, Divisione Alboran, durante l’intervista fatta al suo rientro da New York.
Nel proseguo dell’incontro specifica: “Il tecnocreativo è il creativo di oggi, è colui che sintetizza l’anima tecnologica insieme ad una creativa e umanistica e che ha una forte predisposizione verso la contaminazione culturale. Questa è la nuova figura professionale che conquisterà il mercato della comunicazione globale”. In queste parole si coglie il nucleo centrale della sua vision riguardo il ruolo della moderna comunicazione, vision che proseguendo, ha così puntualizzato: “Il mondo della comunicazione ha necessità di attingere nel profondo di una cultura antropologica, di trovare nuovi elementi e linfa. Infine di connettersi all'innovazione, di interpretare le ambivalenze e di coniugare i nuovi saperi alle tendenze sociali”.
Da qui discende la sua presenza in rete con una serie di piattaforme e linguaggi diversi ma tra loro dialoganti: un blog ispirato ad una matrice antropologica e sperimentale, intitolato ‘La fine di un mondo’, ispirato al pensiero del grande etnologo Ernesto de Martino e la fanPage in Facebook ‘Tecnocreativi’, nella quale approfondisce i temi della duplice competenza richiesta ad un moderno comunicatore (cultura umanistica e creatività coniugate con ampie conoscenze tecnologiche), piattaforme che si connettono in una più vasta texture eco digitale che vede coinvolti anche i social network flickr.com, current.com, slideshares.com, youtube.com e picasa.com.
Ancora più esplicito il suo pensiero alla conclusione dell’intervista: “Le nuove tecnologie necessitano di un ‘pensiero strategico’ innovativo che sappia inglobare la multicanalità dei nostri 5 sensi con gli ambienti digitali che, chiaramente, non possono essere considerati come semplici media”.

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