LA GRANDE PIAGA DELLA GIUSTIZIA: TRA CARCERE DURO E PERIZIE PSICHIATRICHE NON SCIENTIFICHE

04/feb/2010 13.19.13 Davis Fiore Contatta l'autore

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Da lungo tempo esistono regole ben precise su come ottenere una perizia

favorevole per infermità mentale. Che il crimine sia un omicidio o un

altro atto illegale, le perizie psichiatriche hanno per anni evitato il

carcere duro ai malavitosi e il sistema giudiziario è sempre stato

enormemente influenzato dalla valutazione psichiatrica, con tutte le

conseguenze che questo comporta. [1]



G. Brock Chisoholm e John Rawlings Rees, co-fondatori della World

Federation of Mental Health (Federazione Mondiale della Salute

Mentale), dichiararono ai loro colleghi: “Se si deve liberare la razza

dal peso insostenibile del bene e del male, dovranno essere gli

psichiatri a prendersene responsabilità”.



Gradualmente le pratiche di valutazione psichiatrica sono entrate

sempre più in profondità, nei gangli vitali del sistema giudiziario,

deresponsabilizzando i fautori dei crimini, con attribuzioni di

infermità mentale o di “disturbi mentali”, quali cause dei reati

commessi. L'introduzione di simili perizie al fine di emettere un

giudizio finale, è cresciuta al punto tale che vengono tenute in

maggiore considerazione degli stessi elementi di prova o di un’attenta

analisi basata su fatti, nonostante tali atti criminosi siano da

attribuirsi a tutti gli effetti ai fautori, secondo quanto stabilito

dal codice penale. Le dichiarazioni di infermità mentale, così come la

giustificazione degli atti per malattie o disturbi mentali non

assegnano la vera paternità dei gesti compiuti all'individuo che li ha

commessi ed evitano in questo modo che sia applicata una pena

proporzionale.



Esaminando diversi crimini, più o meno eclatanti, è possibile notare

come spesso vi siano notevoli discordanze tra perizie psichiatriche

relative al medesimo caso. Una scienza che si definisce “medica”

dovrebbe possedere test e criteri scientifici di valutazione, al pari

della medicina, dove non può esserci una diagnosi di appendicite e una

di tonsillite sullo stesso caso. E' talmente palese e smisurato in

questo campo il divario fra perizie sui medesimi soggetti, che viene da

chiedersi quanto di scientifico ci sia.



Davis Fiore



[1] http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/notizie/cronaca/2010/20-

gennaio-2010/da-semerari-ferraro-storiedi-perizie-psichiatriche-boss-

1602318640385.shtml







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