Incontri castellani 2010

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INCONTRI CASTELLANI 2010

 
Che cosa: ricerche sull’architettura fortificata del Medioevo e dell’Età Moderna.
Dove: San Colombano al Lambro (Milano, I), Piacenza (I), Rovato (Brescia, I) e Vigoleno di Vernasca (Piacenza, I).
Come: incontri informali.
Quando: da Marzo ad Ottobre 2010.
Info: cellulare 349 2203693; e-mail
davide@tansini.it; WEB www.tansini.it.

 

    …non fidarsi è meglio! Il titolo è curioso – prende quasi alla sprovvista – ma riassume bene l’argomento scelto per gli Incontri castellani 2010, la serie di appuntamenti informali programmati da Marzo ad Ottobre e curati dallo storico pizzighettonese Davide Tansini, che vi interviene con proprie ricerche sulla storia e sull’architettura fortificata fra Medioevo ed Età Moderna in Lombardia ed Emilia.
    «Non è un ciclo di convegni o di visite guidate», afferma
Tansini, socio dell’Istituto Italiano dei Castelli e dell’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda. «Con Incontri castellani propongo agli interessàti un approccio particolare all’architettura castellata: discussioni ben contestualizzate e documentate, in un rapporto fortemente interattivo con i partecipanti. Semplicità, coerenza e chiarezza sono le parole-chiave di questa formula, che unisce un rigoroso metodo storico-scientifico ad un colloquio riservato e cordiale».
    Per il 2010 il tema-guida è rappresentato dallo studio sulle relazioni esistenti fra alcune tipologie di strutture fortilizie: borgo, castello, rocca, mura e cittadella. Rapporti di separazione e di unione, nonché «pro» e «contro» (appunto, … non fidarsi è meglio!), esaminati attraverso la scelta di quattro realtà fortificate della Val Padana centrale: San Colombano al Lambro (Milano), Piacenza, Rovato (Brescia) e Vigoleno di Vernasca (Piacenza).
    Lo storico pizzighettonese spiega i motivi della scelta riassumendo le caratteristiche salienti di ciascuna località e delle sue fortificazioni, a cominciare da San Colombano al Lambro. «Con la Rocca ed il cosiddetto Ricetto che sorgono sul celebre colle, i fortilizi banini sintetizzano l’antico confronto fra due necessità diverse ma ugualmente pressanti: difendere una località da minacce esterne e premunirla contro quelle interne. È il binomio rocca/castello – una militare, l’altro abitativo – in un rapporto di separazione che trovò ampia diffusione nel tardo Medioevo e che è ben percepibile a San Colombano al Lambro: una soluzione architettonica e gestionale che era già presente nel XIV secolo e che fu mantenuta per i due successivi».
    Si passa poi a Piacenza, che conserva un notevole ‘patrimonio’ castellano, entro cui
Tansini individua un preciso edificio. «La Cittadella Farnesiana è forse il meno conosciuto fra i ‘castelli’ piacentini: si tratta di una vasta struttura voluta dal duca di Piacenza e Parma Pier Luigi Farnese nel XVI secolo contro colpi di mano e sommosse, e dunque «contro» la popolazione locale. Pur avendo subito distruzioni e manomissioni, le parti superstiti restituiscono l’immagine della grandiosità e delle concezioni tattiche e strategiche alla base dell’edificio, importante anche per i confronti con altre cittadelle oggi scomparse o non più integre, come Asti, Casale Monferrato, Mantova, Messina, Milano, Torino».
    Castello è il nome tradizionalmente attribuito all’antico fortilizio di Rovato, il terzo della serie proposta da
Incontri castellani. «È  un borgo la cui fisionomia dimostra chiaramente come il rapporto con gli abitanti fosse rovesciato rispetto al caso della cittadella piacentina», precisa Tansini. «Rimangono cospicue e significative porzioni di questo organismo difensivo che affidava gran parte delle proprie capacità e funzioni alla popolazione ancora nel XVI secolo: tanto stretto era il connubiodecisamente “pro” – che il centro storico ne risulta connotato in maniera assai forte».
    Si termina con Vigoleno, borgo anch’esso medievale posto fra le valli dei torrenti Arda e Stirone, così tratteggiato dallo storico pizzighettonese. «Veramente interessante è il rapporto di unione fra i vari impianti difensivi di Vigoleno. Qui la struttura difensiva del pieno Medioevo, reimpostata fra XIV e XV secolo, è caratterizzata da una triplice combinazione, composta dal borgo, dal Castello e dalla Rocca: il primo per la popolazione, il secondo per il feudatario, la terza per la guarnigione. Anche grazie alle dimensioni ridotte dell’abitato, le antiche fortificazioni risultano ‘fuse’ in un insieme strutturale omogeneo che ben riflette la concezione abitativa – e fortificatoriapropria del periodo medievale».
    Davide Tansini è attivo da anni fra Lombardia ed Emilia con iniziative culturali legate ai monumenti di architettura fortificata e militare. Nel suo operare lo studioso pizzighettonese afferma il valore culturale di queste testimonianze e mette in luce le radici che la nostra quotidianità affonda proprio in esse. Questo è un aspetto molto sentito da Tansini, che tiene a notare anche in occasione di Incontri castellani.
    «San Colombano al Lambro, Piacenza, Rovato e Vigoleno delineano un percorso – ed un discorsoparticolare, improntato non tanto su caratteristiche architettoniche o episodi di cronaca storica, ma su una realtà più profonda: l’origine, la funzione, l’assetto delle entità fortilizie, le loro connessioni con l’ambiente circostante e soprattutto con le persone la cui vita era associata per vari motivi alle fortificazioni stesse. Insomma, protagoniste non sono pietre inerti, ma testimonianze di un passato su cui è fondata la realtà odierna: testimonianze che possono ‘raccontare’ molto a chi voglia prestar loro attenzione».

Gli Incontri castellani si svolgono nelle seguenti date: il 21 Marzo (San Colombano al Lambro); 2 Giugno (Piacenza); 26 Settembre (Rovato); 10 Ottobre (Vigoleno di Vernasca). Per maggiori informazioni contattare personalmente Davide Tansini: cellulare 349 2203693; e-mail davide@tansini.it; WEB www.tansini.it. (www.tansini.it/it/incontri2010.html).

RCS
26 Febbraio 2010

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