LE ITALIANE SI PIACCIONO, MA LA PASSIONE SPESSO LANGUE. I DISTURBI DEL CICLO NEMICI DELLA COPPIA PIÙ DI STRESS E ROUTINE

05/mar/2010 11.18.14 Francy Antonioli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Le italiane si amano: 7 su 10 si considerano attraenti e vedono nel seno e nelle labbra i propri punti di forza mentre bocciano fondoschiena e gambe. Per una su due dolcezza e ironia scatenano la libido. La passione è penalizzata invece non tanto da stress e routine, che incidono rispettivamente solo per l’11% e il 17%, quanto dai disturbi del ciclo. Cefalea (57%), flussi abbondanti o prolungati (45%) e dolori mestruali (41%) sono i principali nemici del desiderio e del benessere femminile: una su 3 li ritiene irrisolvibili perché connaturati all’essere donna, il 20% ha tentato di porvi rimedio ma ancora non c’è riuscita. Eppure oggi esiste Klaira, la prima pillola anticoncezionale a base di estrogeno naturale, capace di risolvere questi problemi oltre a garantire una contraccezione ottimale. Per questo oltre il 70% delle donne vuole saperne di più, con l’obiettivo di migliorare la propria qualità di vita e la sessualità. È quanto risulta dal sondaggio promosso su 600 italiane dalla International Society of Gynecological Endocrinology, che da oggi al 7 marzo tiene a Firenze il suo quattordicesimo Congresso Mondiale, presieduto dal prof. Andrea Genazzani. “I risultati dimostrano che per la maggioranza delle italiane il calo del desiderio è determinato da disturbi biologici più che da motivazioni psicologiche – commenta la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano -. Ecco perché un’adeguata scelta contraccettiva a base di estradiolo e dienogest, specifica per risolvere i disturbi correlati alle fluttuazioni degli estrogeni, può rivelarsi la migliore alleata dell’intesa di coppia”. Il sondaggio “Come vivi il tuo essere donna” è stato condotto in 3 città (Roma, Milano e Firenze) nel febbraio 2010 con l’obiettivo di valutare l’impatto di alcune caratteristiche peculiari della femminilità sulla salute e il benessere. Le donne apprezzano di sé soprattutto il senso materno (82%), la sensibilità (61%) e la dolcezza (54%) ma rinuncerebbero volentieri a cefalea (62%), sbalzi ormonali (55%) e mestruazioni, specie se abbondanti (45%). “I disturbi legati alle variazioni dei livelli ormonali hanno una ricaduta notevole sulla qualità di vita, ostacolano i rapporti sociali e di coppia (per il 55% delle intervistate), rendono stanche ed irritabili (48%) oltre ovviamente al dolore vero e proprio (37%) - spiega la prof.ssa Rossella Nappi, ginecologa alla Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Pavia -. La formulazione di Klaira, con una pausa breve, assicura una stabilità di questi livelli nei giorni del ciclo e una minor probabilità che si verifichi il mal di testa, soprattutto quando si ottiene una concomitante significativa riduzione della quantità di flusso”. Il Congresso di Endocrinologia Ginecologica, che ospita oltre 2.000 delegati da tutto il mondo, è unico proprio perché si caratterizza per una visione a 360° gradi dell’impatto degli ormoni sulla vita della donna e sulla sua funzione riproduttiva.  “È confortante che la ricerca ci metta a disposizione armi nuove – commenta Lidia Scardala, dell’Associazione Cefalalgici (Al.Ce. Group-CIRNA) -, un’ottima notizia per me e per moltissime altre pazienti. Ma è altrettanto importante affidarsi ad esperti competenti. Per questo la nostra Associazione è in contatto con i più importanti centri cefalee in Italia e con i migliori specialisti. Un approccio integrato è determinante per poter gestire la malattia e ridurne le conseguenze negative. Il nostro obiettivo è non dover più rinunciare a nulla a causa del mal di testa”. Quando le donne decidono di chiedere aiuto, il 37% si rivolge al medico, il 9% al partner. “Oggi esistono numerosi approcci possibili per offrire ad ogni paziente una soluzione “su misura” – afferma Alessandra Graziottin - ma resta uno zoccolo duro di contrarie per principio alla contraccezione ormonale (15%) mentre il 27% dice di non averne bisogno”. “Nel nostro Paese purtroppo perdura una sorta di “paura” degli ormoni, per questioni ideologiche – conferma il prof. Andrea Genazzani -, il che ci relega agli ultimi posti in Europa per utilizzo di pillola e per le terapie sostitutive in menopausa È necessario approfondire la cultura su questo tema, anche fra gli stessi specialisti. E questo è proprio uno degli obiettivi del nostro Congresso, che dimostra come un approccio multidisciplinare permetta di identificare le migliori risposte per la donna”.
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl