AL VIA IL PRIMO MASTER ITALIANO SULLA VALUTAZIONE DELLE TECNOLOGIE

Questa settimana, fino a venerdì 26 marzo, si tiene infatti a Roma il primo modulo di un master post-laurea "ad hoc", attivato dalle Facoltà di Economia e Medicina dell'Università Cattolica in collaborazione con l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), con il patrocinio della Società Italiana di Health Technology Assessment (SIHTA) e della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO).

24/mar/2010 15.01.34 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Per la prima volta in Italia diventa materia d’insegnamento in un master di secondo livello: l’Health Technology Assessment (HTA), cioè i metodi per misurare l’efficacia delle tecnologie in sanità, viene insegnata negli atenei. Questa settimana, fino a venerdì 26 marzo, si tiene infatti a Roma il primo modulo di un master post-laurea ‘ad hoc’, attivato dalle Facoltà di Economia e Medicina dell’Università Cattolica in collaborazione con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), con il patrocinio della Società Italiana di Health Technology Assessment (SIHTA) e della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO). Un ruolo importante nell’ambito della valutazione dei prodotti farmaceutici è da sempre svolto dai farmacisti ospedalieri. “Oggi la continua evoluzione tecnologica dei farmaci e dei dispositivi medici rappresenta una vera sfida per il Sistema sanitario nazionale – ha spiegato Laura Fabrizio, presidente della SIFO, all’inaugurazione del master –. E’ necessario da un lato valutare il reale grado di innovazione, dall’altro risolvere il problema legato alla quantità di risorse disponibili, salvaguardando il principio fondamentale di equità e accesso delle cure per il cittadino. Per questo è assolutamente indispensabile applicare l’ HTA per la valutazione delle tecnologie con modalità multidisciplinari e con l’utilizzo di modelli rigorosi. Con operatori sanitari e amministratori – continua la Fabrizio -, il farmacista nelle Aziende Sanitarie svolge un ruolo strategico per orientare i processi decisionali dei percorsi diagnostici e terapeutici. La SIFO ritiene quindi necessario che i farmacisti vengano formati in questo campo e vi svolgano un ruolo sempre più attivo”.
Il master di II livello in "Health Technology Assessment e Management” è indirizzato principalmente a farmacisti e medici, ma anche agli economisti. All’edizione 2009-2010 partecipa anche personale dell’AIFA, delle Facoltà di Economia e Medicina dell’Università Cattolica, e di aziende, oltre che neolaureati. Il primo master terminerà a dicembre 2010. “Gli studenti – spiega il prof. Marco Marchetti, coordinatore del master e responsabile dell’unità di valutazione tecnologia del Policlinico Gemelli di Roma - dimostreranno l’apprendimento mediante la realizzazione di un progetto esecutivo, non simulato, all’interno delle strutture in cui già lavorano o studiano. Ciò in modo che il master apporti fin da subito effetti positivi a livello pratico”. I direttori del master sono il prof. Domenico Bodega preside della Facoltà di Economia e il prof. Alessandro Giordano direttore dell’Istituto di Medicina nucleare dell’Università Cattolica. “L’obiettivo del master – spiega ancora il prof. Marchetti – è formare persone che quotidianamente lavorano all’interno delle strutture sanitarie e produrre informazioni a beneficio dei decisori per meglio sapere dove investire le risorse e identificare le priorità degli interventi. L’esperienza maturata a partire dal 2001 al Gemelli ci ha portato ad occuparci di ogni sorta d’innovazione tecnologica che riguarda la sanità e la medicina. Ad esempio ogni mese ci viene chiesto di valutare ben 5-6 dispositivi medici nuovi e 3-4 nuovi test diagnostici. Altra area di valutazione importante è quella della pianificazione degli investimenti nell’elettromedicale. Inoltre da circa 6-7 mesi stiamo iniziando a lavorare anche sulla valutazione dei farmaci. Il master nasce con la collaborazione non solo delle due agenzie, AIFA e Agenas che in Italia si occupano di valutazione e regolazione delle diverse tecnologie, ma anche della SIFO e della SIHTA, e dall’anno prossimo anche dell’Associazione degli Ingegneri Clinici, perché siamo convinti che in un campo così vasto e complesso come l’HTA vada sempre ricercata la massima multidisciplinarietà, anche negli interventi formativi”.
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