Rosario Muto, autismo parliamone

30/mar/2010 19.19.28 Rosario Muto Contatta l'autore

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Autismo Parliamone

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Documenti => Vaccini, Virus, e Metalli Pesanti => Topic iniziato da: vesuvio su Martedì 01 Maggio 2007 13:20:20

Ogni protesi introdotta in bocca e/o nel corpo, che contenga leghe metalliche basate su legami ossigeno, sono pericolose in quanto l'ossigeno (potente ossidante) permette ai metalli della lega il rilascio di ioni che sicuramente interferiscono con le reazioni biochimiche dell'organismo.

La medicina ufficiale preferisce sempre dei reperti “cartesiani e galileiani” con cui poter fare diagnosi ed è poco orientata a guardare l’inizio delle malattie croniche, vero flagello della nostra era in cui, ahinoi, aumentano smisuratamente anche le patologie autoimmuni. Le malattie croniche avendo una lunga latenza di innesco ed anche di sintomatologia manifesta, non vengono evidenziate sul nascere; eppure il modo in cui viviamo, mangiamo, la socialità superficiale ed affrettata, l’intossicazione cronica del tessuto interstiziale e l’acidosi latente sempre presente, i mezzi ed i materiali “antiage” che innestiamo nel nostro corpo, dovrebbero farci capire l’elevato rischio cui ci sottoponiamo. Spesso questa tipologia di  pazienti viene addirittura trattata in modo “psichico” data la varietà, la variabilità dei sintomi e la mancanza, spesso, di riscontri “oggettivi” della medicina allopatica tradizionale.

Compito del medico è indagare queste “alterazioni sine materia o funzionali” ed ancor più è compito, a mio avviso, del medico dentista.

L’inquinamento esogeno ed endogeno riveste sempre più una rivelante importanza per la nostra salute e molte patologie sono innescate o favorite da costituenti chimici e da sostanze tossiche con cui veniamo più o meno consciamente a contatto.

Senza troppo dilungarsi, non essendo questa la sede, desidero ricordare quanti anticrittogamici e quante sostanze siano presenti ormai nelle “chiare, fresche e dolci acque” che beviamo e con cui si cucina il cibo che mangeremo… per tacere di alcune acque dette “minerali” ed acquistate a caro prezzo che avrebbero bisogno di una energica filtrata per ridurre i loro carichi tossici; il modo stesso di conservazione degli alimenti- vaschette usa e getta di Al, cucinare in vecchie pentole di Al, usare posate nella cui lega siano presenti Cr e Ni può accrescere il carico tossico già rilevante cui l’organismo è già sottoposto.

Il medico dentista ha la responsabilità morale di verificare cosa usa e cosa mette nella bocca dei suoi fiduciosi pazienti, perché il potenziale elettrochimico dei metalli- o carica elettrica- è presente in tutti gli elementi metallici: i cosiddetti metal free (lega ossidi metallici di zirconia con carica elettrica ben 5 volte superiore alle comuni leghe metalliche), leghe al titanio, leghe al cromo-cobalto, leghe preziose,  e non.

Le leghe a base preziosa che vengono usate in odontoiatria, anche se controllate per purezza e tollerabilità, in seguito a lavorazione non corretta e soprattutto se si tratta di leghe dette “vili”, possono innescare ossidazione con produzione più o meno marcata di ioni e dare l’avvio a patologie orali o a sintomatologie- all’inizio dette funzionali- ed in seguito tramutarsi in vere e proprie patologie degenerative o addirittura concorrere a deficit od alterazioni immunitarie. Come si vedrà in seguito la lega odontoiatrica a causa  della saliva, la presenza di altri inquinanti ambientali e non, una alimentazione non perfettamente adatta, una lavorazione male eseguita in laboratorio anche con riutilizzo massivo di vecchia lega anche se di ottima qualità- per questi ed altri motivi si modifica e da reticolo cristallino regolare si passa ad una forma instabile con elettroni liberi ed elevato potenziale elettrochimico e formazione di ossidi che diffonderanno continuamente nell’organismo sotto forma di sali, interessando oltremodo il sistema linfatico difensivo e sovraccaricandolo in modo quasi sempre eccessivo.

La lega, come avverte il nome, è un insieme di metalli ed il loro insieme, se il reticolo non rimane ben chiuso diffonde con ioni e quindi con l’ossidazione.

Utilizzate per la costruzione delle protesi dentarie mobili ma, soprattutto, fisse, sono state concepite allo scopo di non nuocere all'organismo, ma purtroppo pur essendo vicine a questo traguardo, non lo hanno ancora raggiunto, spesso per esigenze dettate dall'uso cui sono destinate. Insieme all'Oro, base di queste leghe, sono associati altri componenti metallici come il Palladio, l'Indio, l'Iridio, il Gallio, l'Argento lo Zinco ed anche il Rame, che durante i processi di fusione della lega e di preparazione del manufatto protesico, sviluppano sia in superficie che in profondità OSSIDI.

Si possono facilmente ascrivere all'azione tossica locale fenomeni come: sanguinamento delle gengive, tatuaggi gengivali, afte, stomatiti, arrossamento della lingua, alterazioni del gusto, iperplasie gengivali associate a parodontiti croniche responsabili di riassorbimento osseo ed eccessiva produzione di placca, dovuta a numerosi tipi di batteri differenti, alcuni dei quali sono ritenuti responsabili di malattie cardiache e sono stati isolati talvolta anche in sede di infarto miocardico.

Gli effetti sistemici invece possono manifestarsi in varie parti del corpo con allergie, eczemi, disturbi oftalmici, disturbi neurologici, patologie gastroenteriche, riniti, faringiti, acufeni e via dicendo sopratutto a contatto con oggetti di provenienza dall'industria orafa, come anelli, orecchini, collane, piercing.

Il potenziale elettrochimico è una carica elettrica presente in tutti gli elementi metallici e non, le leghe a base aurea sono le uniche che attraverso un preciso trattamento termico di inertizzazione cinetica sotto strato vetroso, possono essere stabilizzate  e rese innocue, citocompatibili semplicemente modificando  il potenziale elettrochimico dinamico in forma statica bloccando di conseguenza la formazione degli ossidi e del loro rilascio.

Comunque gli effetti locali e generali nell’organismo corrispondono all’azione dei metalli liberati, si tratta di un campo molto vasto, ancora oggetto di ricerche.

Una volta entrati nell’ organismo, questi ioni si diffondono più o meno rapidamente, possono anche essere trasportati e successivamente espulsi in parte o completamente oppure possono accumularsi selettivamente a livello di certi tessuti.

Ecco di seguito alcuni sintomi provocati dalle correnti indotte, ed alcuni effetti determinati dai metalli nelle persone “sensibili”:

I sintomi e le conseguenze della corrosione elettrochimica  nella cavità orale sono:

1) Gli ioni metallici liberati nella cavità orale si diffondono
 -  nei tessuti duri:
Denti
Ossa
 -  nei tessuti molli e nei liquidi
Saliva -> tubo digerente
Sangue -> diffusione nell’organismo, accumulo e/o escrezione.

Gli effetti locali o generali nell’organismo corrispondono all’azione dei metalli liberati, si tratta di un campo molto vasto, comunque, i sintomi si riferiscono alle correnti indotte sia a livello locale che generale.

2) Effetti locali determinati dalle correnti e dalla diffusione di ioni  metallici: sensazione di bruciore , discronia dentale, dolore galvanico, pulpite dentale “shok elettrico pulpare”, modificazione del pH, alterazione della mielasi (digestione primaria), aumento della temperatura corporea e irritazione cronica dei tessuti, acufeni ed emicranie, cariogenesi,  sapore metallico ( rilevato al mattino durante il risveglio, e fastidiose sensazioni lungo l’arco della giornata, alitosi, xarostomia, maggiore o minore salivazione, maggiore formazione di placca, glossite, eritema allergica, stomatite da contatto, erosione, ulcerazione della lingua e della mucosa orale, dolori nevralgici lungo le branche del trigemino, lichen piano, leucoplasia, chelite, boccarola, fratture radicolari, tatuaggi gengivali, retrazione gengivali, patologie paradontali, corrosione degli impianti dentari, perimplantite, iperplasie poliformi, neoplasie maligne o benigne.

3) Effetti generali degli ioni metallici nell’organismo attraverso la saliva, intestino, sangue, pelle: allergie, riniti faringiti, eczema alle mani, eczema generalizzato, dermatite eczematosa, oftalmico, otorinolaringologico, gastroenterologico, neurologico, sulle costanti biologiche del sangue. 

Inevitabilmente in una lega con caratteristiche del genere riscontriamo un potenziale elettrochimico che, non solo è responsabile di situazioni quali bimetallismo e elettro-galvanismo con conseguente  ionizzazione di elementi ossidati verso vari tessuti, ma è causa anche di disgregazione  dei cementi dentali dando luogo successivamente ad infiltrazioni salivari, trasudazione dei liquidi nella lega danneggiando il dispositivo stesso e causare anche  tutta una altra serie di reazioni in quanto  l’effetto produce anche il trattenimento di focolai  batterici.
vedi  Protocollo della Salute  - Come eliminare le Amalgami dentali

Ricordiamo anche che ogni protesi introdotta in bocca e/o nel corpo, che contenga leghe metalliche basate su legami ossigeno, sono pericolose in quanto l'ossigeno (potente ossidante) permette ai metalli della lega il rilascio di ioni che sicuramente interferiscono con le reazioni biochimiche dell'organismo !

Fonte: http://www.mednat.org/amalgami/metalli_bocca.htm

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T.M.T.U.F.
(TEST  PER LA RICERCA DEI METALLI TOSSICI URINARI/FECALI)

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), il 60-70% di tutte le malattie croniche ed acute è da ricondurre alle intossicazioni da metalli pesanti.
I metodi finora utilizzati per riconoscere un carico da metalli sono laboriosi e dispendiosi, e portano spesso in una direzione diagnostica errata. Il TMTUF si esegue su campione delle urine del mattino raccolte nell’apposito contenitore acquistabile in farmacia. Il campione può essere spedito, previ accordi telefonici con il personale del laboratorio stesso, il suo costo è di circa £. 80.000.
Una valutazione dello zinco e del rame attraverso il test-spettrofotometrico non è soddisfacente in quanto attraverso il siero non si può accertare se la loro presenza sia in forma legata oppure in forma libera e pertanto più aggressiva.
Solo da breve tempo è possibile anche in Italia dimostrare la presenza dei metalli come zinco, rame, piombo, cadmio e mercurio con un metodo estremamente semplice, ma accurato (TMTUF).
A causa dei carichi ambientali attuali, in particolare dovuti anche ai metalli pesanti, la diagnosi e la terapia delle malattie diventano sempre più difficili.
Per questo si è reso opportuno sviluppare, a livello diagnostico preventivo, un metodo semplice e rapido per determinare i carichi dovuti agli ioni dei metalli pesanti.
 
1. METALLI PESANTI TOSSICI: con l’assorbimento degli ioni dei metalli pesanti su base non essenziale o il loro eccesso, nell’organismo vengono prodotti reazioni di ossidazione e radicali liberi. Si può così arrivare ad una specie di reazione a catena, dove il terreno organico industriale tende rapidamente all’impregnazione (sec. Reckweg) e pertanto all’insorgenza di malattie croniche e degenerative.
 
2. RADICALI LIBERI : è noto che i cosiddetti radicali liberi rappresentano una delle cause principali di numerose malattie degenerative, tra cui i tumori e disturbi del sistema immunitario. Essi distruggono le membrane cellulari, alterandone la selettività.
 
3. TMTUF : fino ad oggi i metodi per riconoscere il sovraccarico dovuto a metalli pesanti non permettevano di distinguere tra metalli organicamente legati e non (ad es. Cu, Zn nella spettrofotometria classica). Sulla base degli attuali risultati di ricerca si sa che sono soprattutto i metalli pesanti elettricamente attivi e organicamente non legati che distruggono con la loro aggressività i legami molecolari e liberano quindi i radicali tossici per le membrane cellulari, predisponendo a danni periossidativi. L’organismo sano può legare (chelare) i metalli pesanti non combinati fino ad un certo grado, quindi neutralizzarli elettromagneticamente ed eliminarli. Se questo non è più possibile (eccesso delle sostanze tossiche) si arriva ad un aumento della sintesi dei radicali liberi, soprattutto quando si manifesta una carenza di sostanze anti-ossidanti. Una ricarica con anti-ossidanti non elimina la vera causa degli ioni di metallo depositati, pertanto è auspicabile la bonifica del focolaio causale per perseguire una guarigione ortomolecolare.
 
Il TMTUF consente di dimostrare la presenza di metalli pesanti non combinati nell’urina (reazione-dithizon). Se il carico di metalli pesanti è molto elevato, questo può significare un disturbo del sistema immunitario con la conseguenza di possibile insorgenza di diatesi e malattie.
In che modo gli ioni di metallo nell’organismo possono agire a livello di malattia viene mostrato dallo studio di Blmer e Reich (incremento di 900 volte dell’incidenza di determinate forme tumorali in caso di elevato carico di piombo).
I diversi problemi che gli ioni di metallo provocano a livello ambientale vengono illustrati nello studio di Lauren ed Ashton e da Tackett.
 
Con il TMTUF si possono inoltre condurre delle ricerche ecologiche preziose per stabilire le fonti inquinanti nell’ambiente, ad es. soluzioni acquose, magari combinate a metodiche tipo il Test Ossidoriduttivo per lo Studio dell'Età Biologica.
 
Con il TMTUF si determina la quantità di metalli presenti nell’organismo, ma anche il rapporto tra metalli organicamente non combinati e elettromagneticamente attivi. Questo aspetto è di importanza fondamentale per la valutazione della situazione clinica generale ortomolecolare del paziente, anche e specialmente nel settore odontoiatrico, per coloro che devono sottoporsi ad otturazioni di cavità dentarie o alla bonifica di materiali metallici endorali compresi gli amalgami di tipo gamma 1 e gamma 2 e per monitorarne il drenaggio attraverso gli emuntori organici principali (rene, fegato, bronchi, cute) nel corso della terapia.

Fonte: http://www.aimo.it/T.M.T.U.F.SOBEVI.html
Fonte Rosario Muto

 

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