Preti con figli/ Congregazione Clero studia soluzione ma portavoce Lombardi smentisce: sacerdoti sposati dentro la chiesa

07/apr/2010 14.34.46 Ass. Sacerdoti Lavoratori Sposati Contatta l'autore

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Il Vaticano studia una soluzione: alla prole cognome e eredità sui beni personali e il Vice Direttore dell'Osservatore Romano considera i sacerdoti sposati con regolare percorso dentro la chiesa. La notizia sui figli dei preti era stata lanciata da "La Stampa" del 2 Agosto 2009. Il 3 Agosto 2009 P. Lombardi smentisce con dichiarazioni riportate dall'agenzia asca. Sembra configurarsi la vicenda come il contrasto fra due linee nella Curia Romana tra retaggi tradizionalisti e aperture di fatto ormai improcrastinabili anche sulla questione dell'abrogazione (o quantomeno celibato facoltativo)  del celibato e della riammissione al ministero dei sacerdoti sposati con regolare percorso canonico (ndr)
 
C’è un problema che preoccupa il Vaticano e che rischia di moltiplicare cause milionarie come accaduto, soprattutto negli Stati Uniti, per gli abusi sessuali del clero. E’ il fenomeno, molto diffuso in Sud America ma anche in Paesi europei come l’Austria dove si registrano decine di parroci apertamente concubini, che riguarda i figli dei sacerdoti. Rispetto al passato, oggi con i riconoscimenti di paternità attraverso il Dna tutto ciò rischia di tradursi in una valanga di procedimenti giudiziari per l’inserimento della prole nell’asse ereditario dei preti-papà. La Santa Sede, perciò, sta valutando la situazione e approntando possibili contromosse legali.

Secondo quanto appreso da «La Stampa», nelle scorse settimane in Vaticano, su impulso della congregazione per il Clero retta dal cardinale brasiliano Claudio Hummes, si sono svolte alcune riunioni per studiare la complessa questione e sono stati ascoltati anche alcuni pareri esterni, come quello di Giovanni Franzoni, padre conciliare, ex abate benedettino della basilica romana di San Paolo e da anni leader delle comunità di base. La soluzione sulla quale si sta ragionando in Curia prevede una sorta di «sanatoria» sul tipo di quella utilizzata per consentire negli ultimi anni ai pastori anglicani contrari all’ordinazione sacerdotale delle donne di entrare nella Chiesa cattolica conservando al tempo stesso il loro legame coniugale e il ministero ecclesiastico. «I pastori anglicani e alcuni luterani sono stati ammessi e consacrati preti da Roma al ministero anche se erano sposati e conservando la vita coniugale con le rispettive mogli», spiega Franzoni. Per i preti concubini o con prole (realtà diffusissima soprattutto nei Paesi in via di sviluppo) si sta pensando a una forma di garanzia dei diritti sociali della moglie e dei figli, cioè una sorta di contratto civile che non li escluda più dall’eredità. In questo modo alla prole legittima andrebbe il nome del sacerdote-papà, il quale, a sua volta, continuerebbe a esercitare il suo ministero. Al tempo stesso, però, viene stabilita una netta separazione giuridica tra i beni del beneficio ecclesiastico del prete con prole (che, dopo la sua morte, rimarranno alla Chiesa) e i suoi beni prediali, cioè le proprietà e i guadagni personali, come per esempio lo stipendio da insegnante, sul modello di ciò che avveniva in passato nei ricchi casati quando un erede decideva di prendere i voti e si voleva tutelare il patrimonio nobiliare.

In pratica, con la «sanatoria» allo studio in Vaticano a entrare nell’asse ereditario dei figli dei preti (e in alcuni Paesi ci sono anche vescovi con prole) saranno soltanto i beni prediali e non quelli di proprietà della diocesi o della comunità ecclesiastica come tale. «E’ opportuno questo chiarimento tra proprietà ecclesiastiche e personali. Servirà a evitare l’equivoco che negli Usa ha causato tanti disastri nelle cause per abusi sessuali dei sacerdoti - osserva Gianni Gennari, teologo e prete sposato con dispensa “pro gratia” del Pontefice attraverso la mediazione del cardinale Ratzinger -. E’ ingiusto che le diocesi debbano rispondere con il loro patrimonio delle infedeltà e meschinità del loro clero, perciò serve distinguere i beni della parrocchia da quelli di preti che non si sono assunti le loro responsabilità davanti agli uomini, alla Chiesa, a Dio e soprattutto alle donne che hanno illecitamente coinvolto nella loro infedeltà».

Giusto, aggiunge Gennari, «riconoscere e tutelare i diritti delle donne e dei figli nati da rapporti illegittimi», ma a ciò andrebbe aggiunta «la possibilità per il vescovo o la Santa Sede, in virtù del carattere indelebile del presbiterato, di ammettere a una forma di ministero ecclesiastico i preti dispensati che abbiano dato prova di maturità umana e cristiana nella comunità». I preti sposati di rito orientale sono alcune migliaia, ma per i preti di rito latino ciò resta un tabù. (di Giacomo Galeazzi - La Stampa 2/8/2009)

(ndr - qualche giorno dopo arriva la notizia della smentita di P. Lombardi, sulla riunione alla Congregazione del Clero)

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 3 ago - Sono ''prive di fondamento'' le notizie, pubblicate ieri dal quotidiano La Stampa secondo le quali in Vaticano si sarebbero svolte delle riunioni per studiare la situazione dei figli avuti dai preti che successivamente hanno abbandonato il sacerdozio. E' la precisazione del direttore della sala stampa vaticana, Padre Federico Lombardi.

Intanto:

Per il Vice Direttore Osservatore Romano: sacerdoti sposati non sono considerati fuori dalla Chiesa (dichiarazione di Carlo Di Cicco - aprile 2009)

"In ogni caso i sacerdoti che lasciano la Chiesa e si sposano non sono considerati fuori dalla Chiesa, sono nella Chiesa, sopratutto se si sono sposati seguendo la prassi prevista dal diritto canonico".

Nel giorno Sacerdotale per eccellenza il "Giovedì Santo",  giorno nel quale Gesù ha istituito l'Eucaristia, arriva la notizia di Gabriella Mancini pubblicata nel numero in edicola di "Novella2000" del 16 Aprile 2009 con una dichiarazione di Carlo Di Cicco, Vice Direttore dell'Osservatore Romano che implicitamente riconosce i sacerdoti sposati "dentro la Chiesa". Il Giornalista ha dichiarato: "In ogni caso i sacerdoti che lasciano la Chiesa e si sposano non sono considerati fuori dalla Chiesa, sono nella Chiesa, sopratutto se si sono sposati seguendo la prassi prevista dal diritto canonico".

Novella 2000 ospita una dichiarazione del fondatore dei sacerdoti lavoratori sposati all'interno di due articoli sulle defezioni dei preti sposati e sul caso Milingo. Don Serrone è stato da anni impegnato per la causa dei diritti dei sacerdoti sposati e commenta positivamente come un fatto eccezzionale e di portata storica le affermazioni di Carlo di Cicco: "Non siamo e non ci sentiamo fuori. Finalmente una battaglia vinta - commenta d. Serrone - almeno su media, che potrebbe aprire la strada a un riconoscimento ufficiale dei sacerdoti sposati, in situazione canonica regolare. Noi prima ci siamo dimessi e poi, dopo aver ottenuto la dispensa abbiamo sanato in radice il nostro matrimonio civile che è stato riconosciuto da Giovanni Paolo II come matrimonio religioso".

Carlo Di Cicco, secondo i dati forniti dallagenzia Zenith, è nato il 9 luglio 1944; è giornalista professionista, ed è sposato e padre di due figli. È stato Redattore capo all'Agenzia “Asca”, responsabile per l'informazione sociale e vaticana.

 

Ha collaborato con numerose testate giornalistiche quotidiane e periodiche e con riviste specializzate. Tra le altre: GiornaleRadio Rai, il Mattino, il Giorno, Jesus, Vita Pastorale, Servizio della Parola, Critica Sociologica, Bollettino Salesiano.

Ha avviato e curato per la parte giornalistica "Vidimus Dominum", il primo giornale internazionale quotidiano on line sulla vita consacrata. Con l'Asca ha realizzato in Italia la prima esperienza di informazione quotidiana sulle politiche sociali, ambientali e il volontariato.

Ha pubblicato "I guardiani dei sogni con il dito sul mouse - educatori nell'era informatica" (Elledici 1999), tradotto in spagnolo, portoghese, sloveno; "Ratzinger - Benedetto XVI e le conseguenze dell'amore" (Memori 2006); Don Luigi Della Torre (Queriniana 2007). Ha collaborato al dizionario "La Comunicazione: dizionario di scienze e tecniche", curato da Lever, Rivoltella, Zanacchi (Eri, Elledici, Las 2002).

a cura di redazione ass. sacerdoti lavoratori sposati

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