Cheratocono si può Combattere con il Cross Linking Corneale

13/apr/2010 17.55.10 deart Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Il cheratocono è una malattia progressiva che colpisce la cornea, la parte anteriore trasparente dell’occhio. Colpisce soprattutto le persone giovani ed essendo molto subdolo, è importante riconoscerlo facendo delle visite precoci.

Il cheratocono è una malattia che tende a progredire e, colpendo la cornea la fa assottigliare: fa assottigliare soprattutto la parte inferiore della cornea e si forma un vero e proprio cono: questo cono se si assottiglia troppo, oltre a far vedere meno bene, può perforarsi e quindi dare dei grossi problemi alla cornea.

Vi sono molte teorie su come si genera il cheratocono, ma a tutt'oggi nessuna ha riscontrato una certezza scientifica. Si è notata una predisposizione ereditaria nel 10% dei casi.

Una volta si pensava che la lente a contatto contribuisse a rallentare la progressione della malattia, ma vi sono oggi teorie che attribuiscono addirittura l’insorgenza e/o il peggioramento del cheratocono allo sfregamento continuo che la lente esercita sulla cornea.

Sintomi. Si verifica una visione più annebbiata e distorta con una progressiva perdita dell’acuità visiva. Se si trascura si possono formare micro-cicatrici che opacizzano la cornea e questa si può assottigliare sempre di più fino a perforarsi con possibile rischio di perdere non solo la vista, ma anche l’integrità del bulbo oculare.

Una terapia che dà buoni risultati è il cross-linking corneale, ma si può effettuare solo se ci sono almeno 400 micron di spessore della cornea.

Lo spessore è basilare per decidere se fare o non fare questo tipo di terapia, anche se attualmente c’è una nuova tecnica transepiteliale in cui il cross linking si può fare anche con cornee un po’ più sottili.

La tecnica del cross linking è una tecnica assolutamente non dolorosa: dopo aver messo due gocce di collirio anestetico si è fatti coricare, poi si mette uno strumentino che si chiama blefarostato e che tiene l’occhio aperto e con una palettina si rimuove il primo strato di cellule che è quello epiteliale e si va ad agire sullo stroma corneale.

Viene irradiata la cornea con una luce posta sopra l’occhio e ogni tanto vengono instillate delle gocce di vitamina B. Dura circa 50 minuti in tutta tranquillità.

Non si ha un effetto immediato perché questa sostanza deve agire e per agire necessita di un po’ di tempo, ma abbiamo dei miglioramenti mese dopo mese.

Il trattamento si può ripetere, anche dopo tanti anni. Negli anni il cheratocono comunque si stabilizza e migliora, oltretutto essendo una malattia dei giovani, dopo i 40-45 anni tende a non progredire.

Dott. Carlo Orione
Via Gozzellini, 3
14049 Nizza Monferrato (AT) - Italia
tel. 0141.721.427
www.orioneye.com

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl