L’ipocrita richiesta di perdono di Marrazzo a Papa Ratzinger

26/nov/2009 11.48.22 Blog Network Contatta l'autore

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Marrazzo

Piero Marrazzo che chiede perdono per tutti i suoi peccati a Papa Ratzinger proprio non lo volevo sentire. Tutt’al più avrebbe dovuto chiedere perdono a Dio, e quello credo sia una richiesta che possa essere fatta nel privato e non necessiti di un passaggio terrestre ed epistolare. Inoltre la trovo una cosa abbastanza di cattivo gusto ed infantile: il bambino che corre a piangere dalla mamma per farsi perdonare dalla marachella ed avere così la coscienza pulita per la prossima diabolica trovata.

Forse Marrazzo avrebbe fatto meglio a chiedere scusa pubblicamente alle migliaia di lavoratori che guadagnano nell’arco di due anni, quando va bene, quello che lui spendeva in prestazioni sessuali e droga (ma che adesso tra cassa integrazioni e licenziamenti, forse ce ne mettono anche tre o quattro).

Marrazzo probabilmente sarebbe stato più corretto a chiedere scusa alla propria famiglia per averla ingannata ed averla catapultata in un incubo mediatico, difficile da digerire per chiunque, tra sospetti, maldicenze, gossip di bassa lega e sfottò vari più che far arrivare una lettera afflitta ed implorante sul tavolo del suo vecchio amico, il segretario di Stato della Santa Sede Tarcisio Bertone.

Marrazzo sarebbe stato molto più coraggioso a chiedere perdono a tutti quegli elettori che avevano dato fiducia ad un uomo che sempre aveva osannato e portato come un vanto la sua onestà. Questo non perché i fattacci accaduti nella sua vita privata abbiano avuto una ripercussione sul suo ruolo politico (cosa che invece è palese in un Presidente del Consiglio che avvantaggia coloro disposte ad offrire i servigi di letto) ma in quanto esso si è sempre fregiato del ruolo di rappresentante della legalità e dello stato e per questo ha avuto una vita agiata e piena di comodità.

Speriamo che il prossimo atto dell’ex governatore del Lazio non sia quello di flagellarsi la schiena in Piazza San Pietro in uno scenico rito di penitenza per castigare la sua carne, strumento del peccato, e ricongiungersi spiritualmente al Signore!

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