Copenhagen comincia con un video-shock

Copenhagen comincia con un video-shock "Please save the World".

07/dic/2009 17.22.50 Blog Network Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

“Please save the World”. Con queste parole si chiude il video di apertura della Conferenza di Copenhagen sui cambiamenti climatici, che ha preso il via questa mattina. A dare inizio al summit sono stati i padroni di casa, il primo ministro danese Lars Loekke Rasmussen, il sindaco di Copenaghen Ritt Bjerregard e il presidente del Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc), Rajendra Pachauri. “Il mondo intero ci guarda, e noi dobbiamo dargli una speranza – ha detto Rasmussen – nelle prossime due settimane Copenhagen diverrà Hopenhagen“, giocando sul termine “hope”, che in inglese vuol dire speranza.

LE INCOGNITE – L’incognita più grande è la posizione al summit dell’India, quinto in graduatoria tra gli stati più inquinanti del mondo (dopo Cina, Stati Uniti, Unione Europea, Russia e davanti al Giappone), secondo i dati diffusi dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Negli ultimi giorni l’India aveva finalmente preso un impegno tangibile: il primo ministro indiano si era detto disponibile a sottoscrivere un accordo vincolante su una riduzione di gas serra del 20-25% entro il 2020, calcolata sui livelli del 2005. Dichiarazioni che hanno suscitato enormi polemiche interne da parte dell’opposizione, che ha accusato il governo di aver ceduto alle pressioni occidentali, mettendo a rischio la crescita del paese. Oggi il ministro per l’ambiente Ramesh ha fatto parziale retromarcia, annunciando di aver concordato una bozza di trattato con Cina e Brasile che sarà resa nota solo a trattative in corso.

Uno snapshot del video

Uno snapshot del video

L’altra grande incognita riguarda il piano finanziario per aiutare i paesi in via di sviluppo a riconvertire le loro economie. Da questo punto di vista, l’interlocutore principale da convincere saranno gli Stati Uniti, poco propensi a sganciare quei 50 miliardi di dollari all’anno che le organizzazioni Oxfam International e Ucodep (Unità e Cooperazione per lo Sviluppo dei Popoli) hanno stimato poter essere sufficienti. Tramite il Parlamento di Strasburgo l’Europa, invece, ha già detto di essere disposta a fare la propria parte.

La prima giornata di COP15, poi, si chiude con una buona notizia: il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha deciso di posticipare la sua presenza al summit, in programma inizialmente il 9 dicembre, agli ultimi giorni, quando saranno prese le decisioni finali. Un passo avanti tutt’altro che irrilevante.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl