Trenitalia - cassette di medicazione

10/feb/2005 11.39.45 Nuovo Movimento dei Giovani Socialisti del Lazio Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Vagando tranquillamente su Internet, risono imbattuto in un documento, a mio modesto avviso, molto interessante.

Il documento, diramato dall’OrSA “macchinisti uniti” Toscana, è assai interessante, perché denota lo stato di arretratezza, da me già denunciato nell’articolo “Binario Morto”, nel quale sguazza la nostra rete ferroviaria.
Ve ne allego il testo:

Non ritirare cassette di pronto soccorso o pacchetti di medicazione.

L’argomento, molto importante, è regolato dal DPR 303/56 (art.29) e dal Dlgs 626/94, ed è stato ampiamente trattato dalla nota 9312 P del 2.6.2000 della Direzione Sanità.
Il “pacchetto di medicazione”, che nelle intenzioni della Società dovrebbe sostituire la normale “cassetta di pronto soccorso”, anche se risponde ad un obbligo di legge, non può essere assegnato individualmente al personale di macchina, perché i presidi sanitari di pronto soccorso non sono da considerarsi alla stregua dei dispositivi di protezione individuale (DPI) (e, pertanto, personal) così come richiamato anche dall’art. 4/d del dlgs 626/94; ne consegue che è il luogo di lavoro l’unica sede (nel nostro caso, la cabina di guida) ove deve essere collocato il presidio di pronto soccorso, non certo il lavoratore.
Inoltre la circolare TV.32.2/1073/2623 dell’1.12.1976 (con, all’oggetto: armadietto di contegno materiale sanitario) stabilisce al punto a) che “…l’armadietto completo del materiale sanitario fa parte del corredo attrezzi dei rotabili…”, pertanto tutti i mezzi di trazione ne devono essere dotati e riforniti prima di essere assegnati ai treni, come indicato nella nota 9312 P del 2.6.2000 della Dir. Sanità.
Nell’imminenza dell’entrata in vigore del DM 388/2008 sul pronto soccorso in azienda, Trenitalia sta unilateralmente (e senza aver consultato preventivamente i RLS) consegnando ai macchinisti il “pacchetto di medicazione”, previsto dal DM stesso per attività lavorative diverse da quelle normalmente espletate dal personale dei treni (pdm e pdb) ricorrendo, in taluni casi, a forme di pressione - già segnalate dai RLS alle Autorità competenti - attraverso le quali costringere i lavoratori al ritiro del pacchetto in questione.
Tale consegna, come dotazione personale, è in contrasto con le norme su esposte e, pertanto, non vincolante per gli stessi lavoratori; ne consegue che la garanzia del servizio al treno, in caso di locomotiva sprovvista di cassetta di pronto soccorso, si realizza solo dopo il reintegro della stessa.

Al personale di macchina diamo indicazione di non prendere in consegna alcun pacchetto di medicazione né, conseguentemente, di apporre la propria firma a conferma di ricevimento dello stesso, in quanto ci si atterrà all’osservanza dei soli regolamenti in nostro possesso, vedi IPCL art. 1, che stabilisce la dotazione del pdm durante il servizio ai treni.

Se necessario, emettere M40 utilizzando la formula seguente:
Si comunica al CD…...…..che il macchinista………..non ritirerà alcun pacchetto di medicazione, come dotazione personale, perché non previsto dall’IPCL art.. 1 (il quale stabilisce cosa deve possedere il PdM durante il servizio ai treni) ne è previsto dalle leggi in vigore.


Firenze, 28 gennaio 2004


Il problema è molto semplice: poiché alcuni locomotori sono sprovvisti della relativa “Cassetta di pronto soccorso”, le Ferrovie dello Stato doteranno i singoli macchinisti di un “pacchetto di medicazione” personale, contravvenendo in tal modo alle vigenti, sopra esposte, norme in materia. È come se, un impiegato statale debba munirsi, previa pressione dei suoi superiori, di estintori e/o quant’altro sia necessario alla sua sicurezza sul posto di lavoro.
La vicenda sembra alquanto singolare e a tal proposito mi sembra d’obbligo ribadire l’assoluta necessità di investimento nel settore, onde ammodernare gli apparati di lavoro, cominciando dall’eliminazione del nocivo amianto presente in numerose cabine di vecchi locomotori; tutto ciò al fine di garantire maggiori servizi per i cittadini e più sicurezza per i ferrovieri.
Egregio Ministro Lunardi, sono d’accordo che Lei non può decidere la copiosità della neve sulle autostrade, ma in questo caso si può e si deve fare qualcosa.


MARIO GALLI (Segretario NMGS Lazio)




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