Copenhagen-ultimo giorno: la speranza in Obama

Copenhagen-ultimo giorno: la speranza in Obama Oggi è il giorno conclusivo della Conferenza di Copenhagen.

18/dic/2009 11.38.48 Blog Network Contatta l'autore

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Oggi è il giorno conclusivo della Conferenza di Copenhagen. Le notizie sono contrastanti: questa notte, dopo lunghe ore di trattative ininterrotte, sarebbe stato trovato un accordo di massima sul documento da approvare entro stasera. Due i punti salienti: da un lato, l’istituzione di un fondo da 100 miliardi di dollari all’anno per l’aiuto a beneficio dei Paesi in via di Sviluppo per sostenere la riconversione tecnologica alle fonti d’energia rinnovabili e ai macchinari poco inquinanti.

Dall’altro lato, l’accordo prevedrebbe l’impegno degli Stati a mantenere l’aumento di temperatura sulla soglia di due gradi, e non di tre come purtroppo paventato da molti scienziati. Non si è parlato, invece, del tetto limite alle emissioni di CO2, che è di certo la parte più complessa sulla quale trovare un accordo, ma anche quella su cui si gioca l’effettivo successo della Conferenza e la speranza di mitigare fin da subito gli effetti dei cambiamenti climatici.

La speranza ora è riposta in Barack Obama, arrivato a Copenhagen e pronto a incontrare il Premier cinese Wen Jiabao: proprio l’incontro tra i due leader delle superpotenze deciderà le sorti dell’accordo globale. Da una parte e dall’altra i segnali sono discordanti: gli Stati Uniti hanno inviato ieri alla Conferenza il Segretario di Stato Hillary Clinton, che ha garantito l’apporto degli Usa nel fondo di 100 miliardi di dollari. Tuttavia non sembra possibile che Obama possa sottoscrivere un accordo vincolante sulle emissioni. Dal lato cinese, invece, ieri era arrivata la dichiarazione dei delegati che avevano giudicato “impossibile” raggiungere un accordo entro stasera, gelando in questo modo la comunità internazionale. Poco dopo, però, era giunta la smentita di Wen Jiabao, che si era mostrato più possibilista. Ormai mancano poche ore… staremo a vedere.

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