Via libera al rigassificatore di Brindisi

22/dic/2009 16.06.02 Blog Network Contatta l'autore

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Uno striscione eloquente

Uno striscione eloquente

La Commissione nazionale VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) ha dato parere favorevole alla costruzione del rigassificatore a Brindisi, in località Capo Bianco. A mettere la prima firma sul decreto di costruzione del rigassificatore era stato Berlusconi nel 2003, senza prevedere la VIA. Il governo Prodi, per non incorrere in sanzioni da parte della Comunità Europea, aveva imposto la valutazione e bloccato, nel frattempo, il progetto. Ora la nuova commissione VIA, nominata dall’attuale ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, ha dato parere favorevole. Ora lo stesso ministro dovrà firmare il decreto per sbloccare i lavori.

Il rigassificatore è un impianto che consente di riportare allo stato gassoso combustibili che sono stati precedentemente trasformati da gas a liquidi. Difatti, gas naturali come il metano sono molto più facilmente trasportabili, in assenza di un gasdotto, se trasformati prima in liquido. Con l’apertura di un rigassificatore, auspicata dal governo e anche dall’Unione Europea, l’Italia potrebbe acquistare metano anche da altri Paesi, che non siano la Russia, la Libia, l’Olanda e l’Algeria, da cui il gas arriva direttamente tramite i condotti.

Restano però molti dubbi sull’opportunità di aprire l’impianto di Brindisi. “Il giudizio espresso dalla Commissione VIA nazionale – dichiara in una nota Legambiente – è frutto di valutazioni puramente politiche del Governo, che da tempo ha assicurato alla British Gas l’approvazione dell’impianto”. Difatti Brindisi Lng, il consorzio proprietario del progetto, è parte del colosso inglese British Gas. “(La decisione della VIA) non tiene conto del parere negativo espresso dagli enti locali, a partire dalla Regione – continua la nota di Legambiente – che ha precise competenze sui temi energetici sancite dalla Costituzione, e delle valutazioni scientifiche, che hanno portato a dimostrare, tra le altre cose, l’incompatibilità della movimentazione di 110 navi da 240–280 mila tonnellate con le attività portuali. Incompatibile è anche la collocazione del rigassificatore a ridosso di altri impianti ed attività che movimentano, stoccano, producono sostanze infiammabili, esplosive o comunque pericolose. È infine assurdo poter pensare che il Decreto ministeriale che verrà firmato dai ministri competenti  possa eliminare il sequestro dell’area che la magistratura considera corpo del reato essenziale nel processo in atto”. Difatti dua anno fa, il sindaco protempore e manager del gruppo inglese furono arrestati per corruzione.

Fonti: Il Corriere delle Sera, Brindisi, nuovo via libera al rigassificatore

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