Mal’aria 2010: le città del Nord soffocano nello smog

21/gen/2010 18.48.02 Blog Network Contatta l'autore

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La campagna di Legambiente: "Ci sono mode che non vorremmo mai seguire"

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Le città del Nord continuano ad essere inquinatissime, letteralmente soffocate da una cappa di smog che le amministrazioni non riescono a dissipare. Questo il verdetto più evidente del rapporto di Legambiente Mal’Aria di città 2010, che prende in considerazione le rilevazioni delle centraline piazzate nei capoluoghi italiani. Ai fini delle statistiche sono stati utilizzati i dati provenienti dalle centraline peggiori.

La legge prevede che i limiti di guardia nei livelli delle polveri sottili (PM10) non possano essere superati, durante l’anno, più di 35 giorni all’anno. Purtroppo 57 capoluoghi su 88 hanno sforato questa soglia. La maglia nera spetta a Napoli, con 156 superamenti, ma il primato non deve ingannare: il resto della classifica assegna posizioni davvero poco invidiabili a tutte le città del nord. Hanno avuto almeno una centralina che ha sforato i limiti ben oltre quanto previsto tutte le province della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, 6 province su 7 in Veneto e 6 su 8 in Piemonte. Nella top-ten, dietro a Napoli ci sono Torino, Ancona, Ravenna, Mantova, Frosinone, Milano, Alessandria, Pavia e Brescia: quattro capoluoghi lombardi e sei in totale nella pianura padana, che si conferma la macro-area più in sofferenza del Paese dal punto di vista della qualità dell’aria.

Secondo Legambiente, le principali fonti di inquinamento atmosferico a livello nazionale sono rappresentate dal settore industriale e della produzione di energia (responsabili del 26% delle emissioni di Pm10) e dai trasporti, dove il contributo maggiore è attribuibile a quello su strada , responsabile del 22% alle emissioni totali di Pm10. In quasi tutte le aree urbane la principale fonte di inquinamento rimane invece il trasporto stradale: a Roma e Milano emette circa il 60% delle polveri sottili, a Napoli contribuisce per il 50% del PM10.

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