I cambiamenti climatici sono una bufala?

26/gen/2010 19.10.12 Blog Network Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
I ghiacciai dell'Himalaya

I ghiacciai dell'Himalaya

L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) è sotto accusa per aver inserito all’interno dei propri rapporti alcune notizie inesatte, infondate o non scientificamente dimostrate al fine di dimostrare la teoria dei cambiamenti climatici. L’organismo, messo in piedi dall’Onu coinvolgendo migliaia di scienziati di tutto il mondo, ha ricevuto per il suo impegno contro i gas serra il premio Nobel per la Pace nel 2007, insieme con l’ex vice-presidente degli Stati Uniti Al Gore.

Il primo attacco all’operato del Panel è arrivato dal Sunday Times, che ha evidenziato alcune incongruenze sulle previsioni di scioglimento dei ghiacci dell’Himalaya. Nel rapporto 2007, infatti, era presente l’intervista a un esperto che parlava di “scioglimento totale” del ghiacciao non polare più grande del mondo entro il 2035. Una previsione troppo pessimistica, che i responsabili dell’Ipcc sono stati costretti a smentire. “Un errore in tremila pagine di documento non inficia il lavoro pluriennale di migliaia di persone”, ha dichiarato Rajendra Pachauri, presidente del Panel, che ha chiesto scusa per l’errore e ha comunque confermato che “la ritirata dei ghiacciai dell’Himalaya è significativa e mette a rischio la disponibilità idrica di un’area in cui vive un sesto dell’umanità”.

Come se non bastasse, un altro possibile errore è stato evidenziato, questa volta dal London Times. Se però l’Ipcc dovesse fare ammenda anche in questo caso, le implicazioni potrebbero essere ben più gravi: difatti, la controversia riguarda il punto nodale del rapporto 2007, cioè il collegamento tra il surriscaldamento globale e l’aumento esponenziale del numero e dell’intensità dei disastri climatici. Secondo il Times, questo collegamento era stato dimostrato, nel rapporto, sulla base di una ricerca che nel 2007 non era ancora stata pubblicata da alcuna rivista scientifica. Quando poi fu pubblicata, nel 2008, essa recava la precisazione: “abbiamo trovato prove non sufficienti per stabilire una correlazione statistica tra l’incremento della temperatura e le morti dovute a eventi catastrofici”.

Il nuovo co-direttore dell’Ipcc, Christopher Field, direttore del Department of Global Ecology alla Carnegie Institution in California, ha precisato come il rapporto 2007 fosse “largamente accurato” nel momento in cui fu redatto, e che “la scienza progredisce e i risultati vanno aggiornati con le nuove conoscenze disponibili”. Il rischio, ora, è che qualche inesattezza possa fornire l’alibi a quei governi che hanno tutto l’interesse a minimizzare le tematiche ambientali.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl