Wojtyla si voleva dimettere. Tante le rivelazioni nel libro sul Papa

Tante le rivelazioni nel libro sul Papa CITTÀ DEL VATICANO - Giovanni Paolo II che pensa alla possibilità di dimettersi fin dal 1989, firma una lettera per fissare le condizioni della «rinuncia» e le richiama in una seconda lettera del '94, quando riflette sull'ipotesi di andare in pensione come gli altri vescovi a 75 anni e si consulta «dal punto di vista storico e teologico» con l'allora cardinale Ratzinger.

27/gen/2010 11.38.35 Blog Network Contatta l'autore

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Giovanni Paolo II

CITTÀ DEL VATICANO – Giovanni Paolo II che pensa alla possibilità di dimettersi fin dal 1989, firma una lettera per fissare le condizioni della «rinuncia » e le richiama in una seconda lettera del ’94, quando riflette sull’ipotesi di andare in pensione come gli altri vescovi a 75 anni e si consulta «dal punto di vista storico e teologico» con l’allora cardinale Ratzinger. I servizi segreti italiani che prima dell’attentato in San Pietro segnalano al Vaticano l’esistenza di un «progetto di sequestro » del Papa da parte delle Br. La «lettera aperta» ad Ali Agca che Wojtyla non lesse mai. E ancora il Papa che si informa personalmente sulla «pista bulgara » con Gorbaciov e Jaruzelski (cui il capo del comunisti bulgari disse: «Compagno, ci credete imbecilli?»), il mistico che steso a terra con le braccia a croce passa le notti «a conversare con Gesù», dice «non ho mai visto la Madonna, ma la sento», recita la Via Crucis in corridoio e tiene nell’armadio una cinghia per flagellarsi.

O il grande pontefice cui portano in udienza un clochard che aveva abbandonato il ministero di prete e si fa confessare da lui, «vedi quanto è grande il sacerdozio?», mentre l’altro esce in lacrime. È una miniera di inediti, il libro Perché è santo (Rizzoli) che monsignor Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II, ha scritto con Saverio Gaeta di Famiglia Cristiana. «Cercano di capirmi dal di fuori, ma io posso essere capito solo da dentro », diceva Wojtyla. Un libro che attinge a migliaia di documenti e ai racconti dei 114 testimoni ascoltati. Come quando Padre Pio, nel 1947, dopo aver accennato al giovane don Karol, disse a un seminarista: a un papa polacco «grande pescatore di uomini» sarebbe seguito un pontefice «che avrebbe ampiamente confermato i fratelli », ovvero Benedetto XVI. Straordinarie, in particolare, le lettere di Wojtyla sull’ipotesi di dimissioni «nel caso di infermità che mi impedisca di esercitare sufficientemente il mio ministero apostolico», come scrive il 15 febbraio ’89 «seguendo l’esempio di Paolo VI».

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