Ricetta sui gatti: Beppe Bigazzi sospeso da La Prova del Cuoco

Ricetta sui gatti: Beppe Bigazzi sospeso da La Prova del Cuoco ROMA - Beppe Bigazzi è stato sospeso da «La Prova del cuoco».

16/feb/2010 10.28.31 Blog Network Contatta l'autore

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Beppe Bigazzi

ROMA – Beppe Bigazzi è stato sospeso da «La Prova del cuoco». Ad annunciarlo in trasmissione è stata, nella puntata di lunedì, la stessa conduttrice Elisa Isoardi. Il motivo della “sanzione” è legato ad una puntata della scorsa settimana in cui il gastronomo ha dato al pubblico una ricetta sui gatti, non nascondendo il fatto che lui li mangia. Bigazzi, da 10 anni volto popolare della trasmissione Rai, si difende spiegando di essere stato frainteso. «Negli anni ‘30 e ‘40 come tutti gli abitanti della Val d’Arno a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c’era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze». «Nella puntata di giovedì grasso – aggiunge il cuoco, giornalista, portabandiera di un ritorno ai cibi locali e genuini e autore di libri di cucina – ho parlato di un proverbio delle mie parti. A berlingaccio (il carnevale in dialetto) – chi non ha ciccia ammazza il gatto. Evidentemente qualcuno ha voluto capire che ho invitato a mangiare carne di gatto, ma è follia».

LE PROTESTE ANIMALISTE – Contro l’uscita di Bigazzi era insorta però la Protezione animali. «Non c’è limite alle idiozie che possono essere messe in campo quando si vuole far parlare di sè - ha commentato duramente Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, annunciando di aver dato mandato ad un avvocato romano di agire contro la trasmissione per istigazione al maltrattamento di animali -. L’ultima della serie riguarda Giuseppe Bigazzi che nella trasmissione ‘la Prova del Cuoco’ ritiene di rendersi interessante suggerendo una ricetta per cucinare i gatti». «A tacere del fatto che la trovata di Bigazzi non è neanche originale – ha aggiunto – essendosi in passato già esercitato in tal senso qualche altro bell’ingegno in cerca dell’unica forma di pubblicità possibile, nell’invito di Bigazzi ricorrono gli estremi di istigazione al maltrattamento di animali, sanzionato per legge».

La puntata incriminata

Continua su Corriere della Sera.

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