USA: la pubblicità online sorpassa quella tradizionale

In totale le società statunitensi useranno il 32%, sull'intero importo del budget aziendale dedicato a pubblicità e marketing, per l'advertising online e solo un 30,3% per l'ambiente cartaceo.

11/mar/2010 16.35.11 Blog Network Contatta l'autore

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Per la prima volta, nel corso del 2010, gli investimenti pubblicitari online sorpasseranno quelli per i media tradizionali. Almeno negli Stati Uniti, che rimagono comunque un indicatore imprescindibile per quello che avverrà, con tutta probabilità, a breve termine anche nel nostro paese: una consistente migrazione degli investimenti pubblicitari verso il web.

I dati sono stati raccolti da una società di analisi californiana chiamata Outsell che ha preso in considerazione le strategie pubblicitarie di un migliaio di inserzionisti statunitensi domandandogli quali saranno le loro strategie di marketing sia sui media online che su quelli tradizionali. Le previsioni di spesa per la comunicazione su Internet, di queste società, mostrano un aumento importante (+ 9,6%) che farà toccare quota 119,6 miliardi di dollari la spesa complessiva. Per quanto riguarda invece la pubblicità su riviste e quotidiani, gli investimenti totali diminuiranno fino a 111,5 miliardi di dollari, segnando un – 3%.

In totale le società statunitensi useranno il 32%, sull’intero importo del budget aziendale dedicato a pubblicità e marketing, per l’advertising online e solo un 30,3% per l’ambiente cartaceo. Questo declino, inoltre, non coinvolge solo la carta stampata ma va a colpire anche radio e televisione che si fermeranno ad un totale di 84,6 miliardi di dollari di raccolta pubblicitaria. Il sorpasso in atto non sarà di certo bruciate ma andrà ugualmente a confermare le previsioni di lunga data che vedono la carta stampata (e con lei i tradizionali mezzi di comunicazione di massa) ormai superata e destinata, anche se noi speriamo vivamente di no, a scomparire.

E’ un momento che farà da spartiacque – ha spiegato Chuck Richard, vicepresidente della Outsell nonché coordinatore dello studio – Gli inserzionisti stanno indirizzando i propri soldi verso quei canali che generano brand più efficaci. Mentre cercano di riemergere dalla recessione economica, gli inserzionisti hanno una maggiore responsabilità. Quindi sono alla ricerca di un numero più vasto di opzioni per distribuire i propri dollari“.

Rimane ora da chiedersi se questo lento declino è inarrestabile oppure se i ‘vecchi’ media troveranno un modo per riscattarsi e ritornare appettibili per inserzionisti e fruitori.

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