Lettera a Zambardino, non interessato alla propaganda iraniana

23/mar/2010 19.17.36 Blog Network Contatta l'autore

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Scrivo a Vittorio Zambardino, che mi ha “bannato” dalla sua vita.

Cioè, a seguito della mia newsletter sui dubbi attorno alla morte di NEDA mi ha scritto per essere cancellato in quanto non interessato alla propaganda iraniana. Gli ho risposto:

Carissimo,
sappi innanzi tutto che ti cancello con dolore.
Non tanto per il tuo diritto a non ricevere mai più la mia newsletter, credo la più vecchia in assoluto nel Web, visto che la mando ai giornalisti dal 1998. E nemmeno per l’impossibilità di aggiornarti in futuro con le mie battaglie, visto che sei un illuminato giornalista – uno dei pochi – che è addentro alle cose del Web.
Il dolore viene dalla tua frase: “Non mi interessa la propaganda iraniana” riferita all’ultimo invio inerente la morte di Neda.
Non sto a perdere il tuo tempo ricordando che in questi anni gente come me ha alzato il culo dalla sedia ed è andato là, da quelle parti, a vedere come realmente stavano le cose, lo feci a Teheran dove approfittando della valigia diplomatica di un’amica, contrabbandai un computer IBM486 smontato e con il Windows in inglese lo consegnai agli studenti di Teheran affinchè potessero comunicare con l’Occidente controbattendo le calunnie che stava montando Bush e che i giornali regolarmente pubblicavano senza riscontri. A rischio personale – sempre tramite l’Ambasciata di Grecia – mandai qualche mail da lì e le trovi ancora qui, volendo:

www.giornalismi.info/aldovincent
Poi venne eletto questo imbecille di presidente e lasciammo l’Iran al suo destino segnato.

A Cuba tenevo un diario clandestino mentre lavoravo in una ONLUS italiana che grida vendetta a Dio. Mandavo le mie mail che qualcuno di voi pubblicava suscitando scandalo soprattutto nei cuori teneri di quelli di Sinistra che insultavano questo “fascista” che solo scriveva quello che vedeva. Fu al punto internet di Ovispo che incontrai Yoani Sanchez, ve lo scrissi e continuai a tradurla. Ora è una diva, ha pubblicato persino in Italia tradotta splendidamente da Giordano Lupi, ma la prima “generazione X” la ricevevate da me via newsletter. Volendo puoi rileggerle qui: www.giornalismi.info/aldovincent/articoli/art_1169

Tralascio le tante battaglie, i tanti amici con cui ho passato e ricevuto informazioni che ho ridistribuito in questo squanquicquerato canale di controinformazione che è il Web, e mi scuso per gli accenni al passato che paiono medaglie che voglio appuntarmi sul petto, ma solo per farti capire perchè, dalla mia mailing list, dietro tua precisa e legittima richiesta, ti cancello con dolore.

Chi ha ragione un’ora prima degli altri, è destinato ad avere torto per un’ora” e a me è capitato spesso, per l’acqua rubata dagli Americani in Bolivia e agli italiani in Italia, agli indigeni dell’Amazzonia, in questi giorni da Haiti dove ho denunciato il furto sistematico degli aiuti alla popolazione, e nel nostro caso la presunta manipolazione dell’uccisione di Neda. Ma ti giuro non è propaganda. E’ Amore. Amore per quel popolo fiero e meraviglioso che è il popolo Iraniano, che ho conosciuto, che ho frequentato con il quale mi sono confrontato, ed io che ho visto Bagdad la bella, prima che la guerra la conciasse a questo modo, con i carri armati parcheggiati tra le vestigia di Babilon la culla della civiltà, noi moderni Tamerlani pronti a radere al suolo un’altra volta Qom, io che ho visto le bellezze della Persia, e tremo al pensiero che possa essere maciullata dalla guerra, scrivo – come sempre – quello che vedo.
Ma, ahimè, poi capita sempre il giornalista distratto, che interpreta come “intelligenza col nemico” i miei timori. Vabbè, pazienza.
Ti cancello con dolore.

Addio

Aldo Vincent
www.giornalismi.info/aldovincent

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