Rugby: per l’Italia una disfatta annunciata contro la Francia

17/mar/2010 14.14.37 Blog Network Contatta l'autore

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La disfatta dell’Italia allo Stade de France di domenica non ha fatto che confermare l’attuale, spaventoso, divario tra il movimento ovale transalpino e quello nostrano.
Un débâcle annunciata, una lenta ma progressiva marcia verso un KO facile da prevedere.
E che puntualmente si è manifestato.
Quello che lascia, ancora una volta, esterrefatti è la faciloneria con cui tanti colleghi italiani della carta stampata, e non, hanno deciso di battezzare quel test.
Da più parti durante la settimana che conduceva al match si è parlato e scritto di “possibilità di vittoria italiana”. Ed ancora di “capacità di fare grandi risultati di questa nazionale di Mallett” e via dicendo.
In pratica, forse anche per motivi commerciali per solleticare la curiosità dell’utente, i media hanno gonfiato l’evento a tal punto da portare buona parte degli interessati a credere che l’Italia potesse veramente fare il colpaccio.
Mi chiedo davvero chi ci abbia creduto.
E siccome credo nella bravura ed onestà dei colleghi della carta stampata specializzata del rugby italiano allora non posso che tirare le conclusioni arrivando ad affermare che molti di costoro non conoscono il rugby contemporaneo, né tanto meno quello moderno né ancora la sua storia e le sue fasi di sviluppo. Fasi tecniche, tattiche, di pensiero e di esperimenti psicologici ed umani.
Il campo ha deliberato un verdetto spietato e solo sull’umiliante score di 46-6 i Tricolores hanno tirato i remi in barca lasciando un “bel brodino” all’Armata Brancaleone azzurra.
Questa Francia, se ci crederà e se darà retta fino in fondo al suo grande tecnico Marc Lièvremont, tra un po’ più di un anno potrebbe andare molto ma molto in là al mondiale neozelandese.
Questa Francia è nata sulla scrematura di una qualità dei suoi protagonisti da far paura. Lo staff tecnico potrebbe benissimo allineare altri due XV con altri trenta (quarantaquattro, comprese le riserve) volti diversi che bastonerebbero, senza termini né ritegno, chiunque.
Cito gente come Porical, Picamoles o gli assenti Ouedraogo, Papé, Beauxis, Elissalde, Barcella e decine di altri che farebbero un sol boccone di tutti.
Però in molti, qui in Italia, credevano veramente nel miracolo domenicale allo Stade de France.
Incredibile, ma le tracce scritte e audiovisive ci sono e inchiodano cotanta cecità.
La libertà di opinione è sacrosanta, sia chiaro.
Come quella, di questo articolo, di chiedersi come si faccia a manifestarla “da esperti” in una così distorta misura.
Può anche essere che sabato sera la Francia perda in casa dall’Inghilterra e sfumi il Grande Slam per i Bleus.
Ci starebbe, naturalmente, perché l’ovale ha un rimbalzo imprevedibile e bizzarro.
Questo non toglierebbe nulla al valore di questa grande squadra francese.
Che per tanti “addetti ai lavori” poteva benissimo essere sconfitta dall’ItalMallett nel 2010…

Giampaolo Tassinari

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