Ecolavoro: Professioni per l' ambiente.

15/mar/2005 10.46.40 Quibio.it Contatta l'autore

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ECOLAVOVO - PROFESSIONI PER L'AMBIENTE.

L'8 marzo 2005 si è svolto a Roma, a palazzo Marini, il convegno “Ecolavoro - professioni per l'ambiente” in cui è stato presentato Ecolavoro, il neonato supplemento della rivista Modus Vivendi.
“Ormai l'eco-lavoro - ha detto il direttore di Modus Vivendi, Marco Gisotti - è di fatto una realtà trasversale. Ci sono tanti occupati sia nell'industria chimica che nel settore della conservazione della natura. È vero che le politiche nazionali in tal senso sono al palo ma - ha proseguito Gisotti - soprattutto nel privato c'è una fortissima richiesta e i dati presentati dalle imprese mostrano un universo molto attivo”.
I relatori intervenuti al convegno hanno apprezzato l'iniziativa che fa di Ecolavoro il primo periodico italiano interamente dedicato a chi cerca e a chi offre un lavoro verde. Presenti le principali associazioni ambientaliste - WWF, Legambiente, LIPU, Amici della terra, Ambiente e vita -, i sindacati confederali - CIGL, CISL, UIL -, la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), la Confcommercio e la Coldiretti, i consorzi obbligatori per il riciclo - COMIECO, CONAI, COBAT -, gli enti di certificazione del biologico AMAB e AIAB, nonché i noti marchi ambientali Ecoturismo Italia, Vivere il mare e Bandiere blu.
Dal dibattito è emerso che l'occupazione nel settore ambientale è in crescita: in dieci anni gli eco-lavoratori in Italia sono aumentati del 18% raggiungendo le 311.000 unità nel 2003. «I giovani hanno sete di lavorare in questo settore, poiché si tratta di tutelare un patrimonio comune» sostiene il presidente del WWF Fulco Pratesi. Ambiente come forma mentis, dunque, una realtà trasversale che deve coinvolgere le istituzioni, le imprese e i cittadini. «Ma è anche necessario creare! profess ionalità in campo economico - dice il presidente di Federambiente Guido Berro - per individuare e misurare il “costo ambientale” di tutte le nostre attività e internalizzarlo nel suo prezzo: se siamo abituati a pagare 100 euro per un bene o un servizio, dobbiamo capire che per continuare ad averlo, nel rispetto dei canoni ambientali, dovremo pagarlo di più».
 

Sul fronte della formazione il professor Alessandro Bianchi della CRUI evidenzia l'incremento dell'offerta formativa: «Oggi in Italia esistono 210 corsi di studio in campo ecologico, di cui 145 corsi di laurea triennale. È anche migliorato il rapporto tra università e azienda, per quanto non ancora pienamente a regime».
La maggior parte dei relatori è stata concorde nell'affermare che in Italia mancano politiche ad hoc e un quadro normativo chiaro e coerente. Ciò fa sì che le associazioni di volontariato e le cooperative svolgano un ruolo decisivo per quanto riguarda sia la tutela ambientale che l'offerta occupazionale.
È intervenuto anche il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio: «Quello dell'ambiente è l'unico settore in crescita - ha dichiarato, fornendo anche dati precisi -. Servono quindi investimenti sia da parte delle imprese pubbliche che private».
Gli atti completi del convegno saranno pubblicati su sito di Modus vivendi.

15/03/2005 ( Fonte Modus vivendi)
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