Piacenza: Incontri castellani 2010

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PIACENZA: INCONTRI CASTELLANI 2010

 

Che cosa: ricerche sull’architettura fortificata del Medioevo e dell’Età Moderna.
Dove: Piacenza (I).
Come: incontri informali.
Quando: 2 Giugno 2010.
Info: cellulare (+39) 349 2203693; e-mail davide@tansini.it; Web www.tansini.it.

 

    Incontri castellani 2010 è il titolo scelto per la serie di appuntamenti informali programmati da Marzo ad Ottobre in Lombardia ed Emilia e curati dallo storico Davide Tansini, che propone l’esito delle proprie ricerche personali sulla storia e sull’architettura fortificata fra Medioevo ed Età Moderna.
    Per il 2010 il tema-guida è rappresentato dallo studio sulle relazioni esistenti fra alcuni tipi di fortificazioni: borgo, castello, rocca, mura e cittadella. Rapporti di separazione e di unione, «pro» e «contro» esaminati attraverso quattro realtà fortificate della Val Padana centrale: San Colombano al Lambro (Milano), Piacenza, Rovato (Brescia) e Vigoleno di Vernasca (Piacenza).
    Il secondo appuntamento di Incontri castellani 2010 si è svolto a Piacenza il 2 giugno. Fra i numerosi esempi di architettura fortificata presenti nella città padana Tansini ha scelto un monumento poco conosciuto, eppure molto interessante: la cosiddetta Cittadella Farnesiana. Questo fortilizio (chiamato anche Castello Farnesiano, da non confondere con il ben più noto Palazzo Farnese) è situato lungo la parte Sud-Ovest delle mura cittadine, e fu fatto erigere dal 1547 ad opera di Pier Luigi Farnese pochi mesi dopo aver ottenuto l’investitura ducale di Piacenza e Parma. Il disegno della Cittadella fu realizzato dall’architetto senese Domenico Giannelli, e fu revisionato dal fiorentino Antonio da Sangallo il Giovane. La costruzione della Cittadella proseguì anche oltre la morte del Duca (trucidato lo stesso anno durante una congiura) e divenne il più evidente simbolo dell’autorità sovrana a Piacenza: strumento di controllo e sicurezza, caposaldo difensivo, prigione di stato. Tale rimase fino al Risorgimento: nel 1848 l’ultimo presidio asburgico fu costretto ad evacuare la Cittadella e questa fu parzialmente smantellata dalla stessa popolazione piacentina. I resti del fortilizio furono inglobati nel circuito delle mura cittadine e poi nell’area militare tuttora occupata dal Polo Mantenimento Pesante Nord (POLMANTNORD) dell’Esercito Italiano.
    Nonostante le notevoli trasformazioni subite è ancora riconoscibile l’originario tracciato bastionato della Cittadella, le cui parti superstiti rendono bene la grandiosità e le concezioni tattiche e strategiche alla base del progetto. Essa, inoltre, risulta significativa come confronto con altre cittadelle oggi scomparse o non più integre: Asti, Casale Monferrato, Mantova, Messina, Milano, Torino.
    A Piacenza come in altri luoghi, fra «continuità» e «discontinuità» storiche le antiche strutture difensive hanno messo in luce i numerosi legami con la realtà odierna: legami non soltanto di pura conservazione materiale, ma anche di influenza sui tessuti abitativi, sull’evoluzione sociale e sulle condizioni economiche locali.
    Discussioni ben contestualizzate e documentate stanno alla base di Incontri castellani 2010, in un rapporto fortemente interattivo con i partecipanti. Semplicità, coerenza e chiarezza sono gli ingredienti della formula scelta da Davide Tansini, socio dell’Istituto Italiano dei Castelli e dell’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda: una formula che unisce un rigoroso metodo storico-scientifico ad un colloquio riservato e cordiale.

Per informazioni (orari, punto di ritrovo): cellulare (+39) 349 2203693; e-mail davide@tansini.it; Web www.tansini.it (www.tansini.it/it/incontri2010.html).

RCS
3 giugno 2010

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