Rc Auto, la giusta scelta permette risparmi fino al 67%

07/giu/2010 15.34.06 Supermoney Contatta l'autore

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L’aumento ingiustificato del costo dell’ assicurazione rc auto è uno dei temi più trattati delle ultime settimane. Gli studi e i dati pubblicati si concentrano tuttavia sull’andamento storico dei prezzi, senza approfondire la grande variabilità presente all’interno della stessa categoria assicurativa che può superare il 60% secondo gli studi effettuati attraverso il sistema di confronto Supermoney.

Nell’adunanza del 6 maggio scorso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di aprire un’indagine conoscitiva sulla procedura di risarcimento diretto e sugli assetti concorrenziali del settore, segnalando come:

“Il livello dei premi applicati dalle compagnie per i contratti RCA avrebbe conosciuto negli ultimi anni incrementi significativi e generalizzati. In particolare, dal 2009 al 2010 si sarebbero registrati aumenti medi del 15%, con punte sino al 22% per i ciclomotori e di oltre il 30% per l’assicurazione dei motocicli. Emerge pertanto l’utilità di un approfondimento, in ottica concorrenziale, delle cause di tale tendenza”. [1]

Secondo l’elaborazione dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) sui dati Istat, negli ultimi dodici mesi i premi della Rc Auto sono aumentati in media del 7,57%, mentre dall’inizio del 2010 si è registrato un aumento del 2,34%. Dati che trovano una conferma anche nel monitoraggio trimestrale compiuto dall’Isvap, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private, che ha registrato ad aprile un incremento dei prezzi dell’1,1% e del 10,6% rispetto a ottobre 2009 su quattro categorie tipo di assicurati.[2][3]

Le diverse fonti, istituzionali e non, che segnalano l’aumento generale dei prezzi limitano il proprio giudizio all’evoluzione dei premi nel tempo. L’analisi storica dei prezzi non è però indicativa del reale andamento del mercato delle Rc Auto. Dalle ricerche compiute attraverso il sistema di confronto di Supermoney, emerge come sia possibile un risparmio fino al 67% sulla stipula di un contratto assicurativo per l’auto, indipendentemente dall’andamento globale dei prezzi.

Le categorie di assicurato prese in esame per lo studio sono tre: giovane neopatentato con Fiat 500 (del valore di 13mila euro), madre 40enne con figli minorenni e una Fiat Panda seconda serie (del valore di 11mila euro), anziano di 65 anni con Fiat Brava seconda serie (del valore di 13mila euro). Dai risultati emergono diversi elementi interessanti.

I prodotti rivolti all’uomo di 65 anni, con patente da 44 anni, presentano una forbice che va da un minimo di 380 euro annui fino a un massimo di 910 euro annui. Tra i due estremi sono presenti in totale 14 differenti offerte di diverse compagnie assicurative. Il risparmio massimo possibile è del 58% annuo, pari a 530 euro.

I prodotti rivolti alla madre di 40 anni, con patente da 20 anni, presentano una forbice che va da un minimo di 390 euro annui fino a un massimo di 830 euro annui. Tra i due estremi sono presenti in totale 14 differenti offerte di diverse compagnie assicurative. Il risparmio massimo possibile è del 53% annuo, pari a 440 euro.

I prodotti rivolti al giovane neopatentato, che non utilizza la classe Bonus/Malus della famiglia concessa dalla legge Bersani 40/2007, presentano una forbice che va da un minimo di 1.330 euro annui fino a un massimo di 4.020 euro annui. Tra i due estremi sono presenti in totale 11 differenti offerte di diverse compagnie assicurative. Il risparmio massimo possibile è del 67% annuo, pari a 2.690 euro.

“Se risulta evidente un aumento generalizzato del costo dei premi delle RC Auto, dalla nostra ricerca – spiega Bruno Iambrenghi, Business Development Manager di Supermoney  - emerge con forza anche una grande variabilità da compagnia a compagnia all’interno delle singole categorie di assicurati. In attesa della decisione dell’Antitrust il consumatore può quindi tutelarsi scegliendo l’offerta più conveniente sul mercato”.   

[1] Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Comunicato pubblicato il 17/05/2010 ( Link )

[2] Istat-Ania, Elaborazione pubblicata nel maggio 2010 ( Link )

[3] Isvap, Monitoraggio trimestrale pubblicato il 17/05/2010 ( Link )

 


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