Confindustria, Ingegneri e AICQ in Convegno a Udine su “Risorse umane e qualità del lavoro”

17/giu/2010 16.56.20 Blu Wom Contatta l'autore

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Presso Confindustria, in collaborazione con l’AICQ Associazione Italiana Cultura Qualità, l’Ordine degli Ingegneri di Udine oggi ha tenuto il convegno dal titolo “Risorse umane e qualità del lavoro: una nuova cultura per prestazioni di successo”: un momento d’incontro per quasi 70 partecipanti del mondo industriale, consulenziale e professionale che risultano alleati nella ricerca di nuove strategie nell’ambito delle risorse umane, in quanto contemporaneamente portatori di esigenze, conoscenze e best practice.

Il convegno, tenutosi presso Palazzo Torriani, organizzato da Confindustria Udine, dall’Ordine degli Ingegneri di Udine e dall’Associazione Italiana Cultura Qualità, è nato con l’obiettivo di riuscire ad individuare i sistemi gestionali delle risorse umane e far luce su come vadano adattati per rispondere alle esigenze delle dinamiche del mondo di lavoro oggi.

A seguito dell’apertura dei lavori ad opera del dott. Alberto Bobbo, Presidente AICQ Triveneto e dall’ing. Marco Morocutti, coordinatore della commissione Ingegneri dell’industria, che nel saluto ricorda che questa iniziativa sia la riprova della sempre più stretta collaborazione tra il mondo dell’industria e degli ingegneri e ne è testimone anche il fatto che sia stata costituita una commissione interna nell’ordine degli ingegneri per ottimizzare le sinergie tra i due mondi. A seguire il dott. Giovanni Claudio Magon, capogruppo aziende “Terziario avanzato” di Confindustria Udine, ha dichiarato: “In questo convegno i relatori avranno modo di illustrare gli sviluppi dei rapporti nel mondo del lavoro a tutti i livelli professionali. Questo, indubbiamente, è un contributo che il Gruppo del Terziario Avanzato ritiene fondamentale in un momento in cui c’è la necessità per tutta la società di fare un salto culturale che richiede il coraggio necessario per gestire il cambiamento”.

Gli interventi sostenuti sono di seguito sintetizzati.

 

“Il successo nelle prestazioni delle risorse umane – ha sostenuto l’ing. Perrotta, Consigliere Ordine Ingegneri Udine – dipende più dalle abilità e dai comportamenti che dalle conoscenze tecniche. Il capitale umano fornito dalla scuola – ha proseguito Perrotta – deve dunque essere ulteriormente formato e questo richiede un investimento diretto e consapevole dell’impresa, perché è intrinsecamente collegata alla sua visione e missione aziendale”.

Il dott. Paladin - AD “Uomo e impresa” Gruppo Umana, ha portato la sua esperienza di accompagnatore delle persone in fase di cambiamento lavorativo verso un’ottimale nuova situazione professionale: “Le molteplici forme di flessibilità in ingresso contemplate dall’attuale normativa possono facilitare ed accelerare lo sviluppo costruttivo di nuovi rapporti di lavoro destinati alla stabilità. Inoltre, le opportunità ed i vantaggi delle diverse misure di politica attiva per il lavoro e delle differenti tipologie contrattuali favoriscono oggi incontri efficaci tra i bisogni delle imprese e le potenzialità delle persone, tanto ai livelli manageriali e gestionali, quanto a quelli esecutivi e di prestazione d’opera”.

 

Considerando le organizzazioni come “tribù”, Vincenzo Missio, Presidente CdA CoVeCo, ha sottolineato la necessità di conoscere le rappresentazioni e i punti di vista degli “indigeni” al fine di comprendere le tipicità culturali dell’organizzazione e, a partire da esse, definire i punti di incontro tra le persone che entrano nell’organizzazione e quelle che vi fanno già parte. La consapevolezza di queste caratteristiche culturali dell’organizzazione, permettono una più chiara e trasparente valutazione, sia da parte del candidato che da parte del valutatore, di quali potranno essere le difficoltà da affrontare nel processo di integrazione.

“Gli ultimi vent’anni – ha dichiarato Andrea Beltrami, Presidente CdA FormTeam - sono stati caratterizzati nelle aziende dall’ascesa della figura dei knowledge workers, persone che non mettono più solamente a disposizione dei processi la propria forza lavoro ma determinano essi stessi i processi. E’ indispensabile pertanto passare da una logica gerarchico-funzionale ad una di condivisione-motivazione ed i risultati economici e finanziari indicano chiaramente che questa è la strada da perseguire. Si tratta di aiutare le persone a passare da una logica del “saper fare” a quella del “saper essere” – ha concluso Beltrami – e per fare ciò va imbastita un’attività di costante allineamento soprattutto sui valori, vero cuore dell’organizzazione aziendale”.

“La scarsa diffusione della delega come prassi gestionale nelle P.M.I. – ha detto infine l’ing. Dettin, Pres. Comitato “Risorse umane e qualità del lavoro” di AICQ - è un aspetto ancora presente, se pur attenuato nel tempo”. Le ragioni della resistenza a delegare sono principalmente connesse ad una carente gestione delle risorse umane. Il miglioramento del processo di delega richiede un programma specifico attraverso cui la delega, oltre che un mezzo efficace di lavoro, può diventare un percorso di sviluppo e motivazione per il delegato.

 

 

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