FARMACISTE IN OSPEDALE: 8 DIRIGENTI SU 10 SONO DONNE

FARMACISTE IN OSPEDALE: 8 DIRIGENTI SU 10 SONO DONNE Roma, 18 giugno 2010 - La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) plaude alle iniziative annunciate in questi giorni dal sottosegretario alla salute Francesca Martini dirette a facilitare l'accesso delle donne a posizioni apicali nell'ambito del Sistema sanitario nazionale (Ssn).

18/giu/2010 15.51.41 Francy Antonioli Contatta l'autore

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Roma, 18 giugno 2010 - La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) plaude alle iniziative annunciate in questi giorni dal sottosegretario alla salute Francesca Martini  dirette a facilitare l’accesso delle donne a posizioni apicali nell’ambito del Sistema sanitario nazionale (Ssn). “I farmacisti ospedalieri rappresentano già un’eccezione nel Ssn – afferma Laura Fabrizio, una delle poche donne presidente di una società scientifica italiana, la SIFO - la maggior parte infatti, così come del resto i soci dell’associazione che rappresento, sono donne. Rispetto alla media nazionale del Ssn in cui, come riportato dal sottosegretario Martini, solo il 35% delle donne ha un ruolo di dirigente e un 10% ricopre incarichi apicali, il 77% dei farmacisti dirigenti degli ospedali e delle Asl sono donne e le stesse ricoprono circa il 60% degli incarichi apicali. Oggi appare necessario prevedere delle forme contrattualistiche e di organizzazione  del lavoro che tengano conto delle esigenze specifiche delle donne. Per questo riteniamo di poter dare il nostro contributo di esperienza per far sì che le quote rosa si amplifichino anche nel settore medico, raggiungendo quelli standard che, specie nei paesi del Nord Europa, sono ormai consolidati.” “Offriamo tutta la nostra collaborazione – prosegue la Fabrizio - affinché l’indagine conoscitiva avviata dal Ministero sulle donne in sanità giunga a conclusioni in grado poi di segnare una svolta nella assegnazione degli incarichi dirigenziali, ancora evidentemente basata, almeno in parte, su un criterio che non dovrebbe condizionare, se non per particolari ruoli, la valutazione e la scelta del personale”. Nonostante tutti gli sforzi diretti a conquistare la parità professionale, le donne sono ancora meno presenti nelle posizioni che contano nell’ambito del sistema sanitario e delle società scientifiche stesse, e ciò potrebbe incidere anche nel campo della farmacologia e nella clinica. “Molto andrebbe fatto ad esempio nella preparazione di medicinali  tarati ‘ad hoc’ per le donne – aggiunge la Fabrizio - oltre che sul fronte dei trial clinici, della sicurezza delle terapie e della rilevazione degli effetti collaterali. Tutti fattori che come farmacisti operanti negli ospedali e nelle corsie ci vedono impegnati ogni giorno per far sì che le donne ricevano trattamento adeguati e di qualità.  Crediamo infine che il convegno sulla femminilizzazione del Ssn, annunciato dal Ministero per il prossimo ottobre, rappresenti un’occasione unica per dare rilievo a tali questioni e rilanciare con forza il ruolo primario delle donne nell’ambito del sistema sanitario italiano”.

 

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