Donna in carriera ma donna sfortunata in amore

21/giu/2010 00.05.35 marco Contatta l'autore

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Ci ho pensato molto, ma alla fine ho deciso di raccontare la mia esperienza che, seppur può essere considerata strana, mi ha lasciato davvero molto. Nel cuore e nell’anima.

Ho deciso di raccontarla perché a ragion veduta penso che ci siano altre donne che abbiano vissuto la mia stessa esperienza e mi piacerebbe discuterne.

Non sono mai stata brava con gli uomini, fin dalle superiori non capivo quando un uomo “ci stesse provando”, non riuscivo a capire i segnali.. o forse, come mi dissero poi le mie amiche, non volevo captarli.

Si perché a 40 anni, sola, con poche esperienze sentimentali (seppur lunghe, c’è da dire, ma davvero poche), mi ritrovai a parlare con le ex-compagne di scuola, una di quelle rimpatriate che si fanno ogni tanto.

Noi eravamo rimaste in cinque ed avevamo deciso di incontrarci almeno una volta l’anno. Eravamo rimaste amiche, ma raccontai loro quello che mi era successo soltanto quando davvero non sapevo più come comportami. Perché mi ero innamorata di un gigolò.

Quando lo raccontai alle mie compagne, inizialmente la cosa provocò ilarità, io con un gigolò, a loro sembrava una cosa strana che fossi andata con un “mercenario del sesso”, un “dispensatore di sentimenti a pagamento”, e vollero sapere tutto, fin nei minimi particolari. Anche quelli più piccanti, su cui tergiversai abilmente. Rimaneva il fatto che ero stata con un gigolò, nonche ci avessi pensato, ma che lo avevo chiamato davvero. Ed ovviamente mi fecero la domanda che più temevo: perché ricorrere ad un accompagnatore.

Mi ritrovai di frontela verità che non volevo vedere. Ero sola e avevo bisogno di qualcuno che mi desse affetto,che mi capisse, anche se magari faceva soltanto di capire
Ma sapevo che non era così. Con Andrè, è questo il nome del mio accompagnatore,non c’era tensione perché ero io a stabilire la serata, se limitarsi ad una serata cena e cinema, o magari andare più in là,
ero io a poter scegliere e spesso, semplicemente, discutevo con il mio accompagnatore di cultura, di ciò che era successo di rilevante quella settimana.

Non c’era tensione e non ce n’è tutt’ora. Si, perché io, il mio gigolò me lo sono tenuta stretta,
sento che c’è un feeling, anche se sono consapevole che, almeno per ora, non potrà essere solo mio.

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