Confcooperative Basilicata su Servizi educativi all'infanzia

"Il sostegno ai Comuni per l'ampliamento dei posti in asili nido" sostiene Giuseppe Bruno, presidente di Confcooperative/Federsolidarietà Basilicata "è oltretutto un sostegno alla conciliazione lavoro/famiglia ancor più in questa fase delicata sul fronte occupazionale con un tasso di disoccupazione femminile che in Basilicata ha segnato una crescita importante.

14/lug/2010 16.43.59 Martemix Press & Design Contatta l'autore

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federsolidarieta

 

Comunicato Stampa

 

LA REGIONE BASILICATA AMPLIA I SERVIZI EDUCATIVI DEDICATI ALL’INFANZIA

Soddisfazione di Confcooperative/Federsolidarietà Basilicata

 

Esprime soddisfazione Confcooperative/Federsolidarietà Basilicata per i dati esposti al convegno svoltosi ieri a Potenza sul “Sistema integrato dei servizi all’infanzia” e per l’impegno economico che la Regione e il Dipartimento per le politiche alla famiglia hanno assunto. L’ampliamento dei servizi educativi dedicati all’infanzia per asili nido e sezioni primavera assume importanza assoluta per il sostegno alla famiglia. In primis per il soddisfacimento della richiesta, ad oggi ancora non del tutto soddisfatta, nonostante l’incremento dei posti in asili nido dell’ultimo quinquennio.

 

“Il sostegno ai Comuni per l’ampliamento dei posti in asili nido” sostiene Giuseppe Bruno, presidente di Confcooperative/Federsolidarietà Basilicata “è oltretutto un sostegno alla conciliazione lavoro/famiglia ancor più in questa fase delicata sul fronte occupazionale con un tasso di disoccupazione femminile che in Basilicata ha segnato una crescita importante. Il sostegno economico per l’accesso ai servizi per la prima infanzia rappresenta una opportunità per le mamme di collocarsi o ricollocarsi nel mondo del lavoro. Si aggiunge poi un’altra riflessione legata alla conseguenza immediata dell’ampliamento dei posti in asili nido e cioè il consolidamento di strutture esistenti e lo sviluppo di nuove opportunità lavorative ed economiche. Basti pensare che secondo gli standard ogni 8 bambini occorre la presenza di una educatrice e di una ausiliaria ogni 15. Il che significa che, dai dati 2009, con 402 bambini in lista di attesa, se questi venissero inseriti svilupperebbero oltre 80 unità lavorative senza considerare l’indotto legato alla gestione del servizio quantificabile, secondo dati della federazione, in ulteriori 40 unità”.

 

Insomma il sostegno al welfare in generale e in particolare nel caso dei bambini in età di asilo nido consentirebbe un vantaggio inequivocabile per le comunità.

“Bene ha fatto la Regione Basilicata” precisa Bruno “a sostenere il Piano integrato dei servizi attraverso l’impegno economico di una somma importante destinata ai cComuni per l’aumento di nuovi posti in asili nido, per l’accreditamento di nuove strutture private o per l’ampliamento dei posti in convezione. Ma adesso tocca ai Comuni fare la loro parte: infatti grazie al meccanismo delle premialità sulle risorse spese la Regione e quindi le famiglie potrebbero contare su ulteriori fondi. Insomma le risorse comunitarie e statali se ben programmate e ben utilizzate diventano realmente volano di sviluppo sociale ed economico. La Regione, allo stesso modo, dovrebbe sostenere ulteriormente anche il sistema scolastico dell’infanzia (da 3 a 6 anni) che rappresenta un importante strumento educativo diffuso su tutto il territorio regionale”.

 

Matera, 14 luglio 2010

 

 

 

 

Ufficio Stampa:

Arch. Giovanni Martemucci

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